Pranzo di Natale 2012: un pò amaro anche a tavola

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La crisi economica impone a tutti di tirare un po’ di più la cinghia. E anche il cenone della vigilia di Natale 2012 pare che ne abbia risentito. A far sentire la loro assenza sulle tavole italiane della festa, sono soprattutto le oche, l’agnello, il pesce e il capitone. Ma da dove deriva questa assenza? Secondo una ricerca svolta dall’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente (Aidaa), le prenotazioni di tali animali da consumare nei giorni natalizi e soprattutto ala vigilia è fortemente diminuita.

 

I dati della ricerca Aidaa parlano chiaro: dalle macellerie e pescherie prese a campione in diverse città italiane (Milano, Torino, Napoli, Roma, Firenze, Bari, Verona, Palermo e Ferrara), arriva la conferma della forte riduzione delle prenotazioni nelle richieste degli alimenti sopra citati. In tutto, il dato è di circa il 23% in meno rispetto a Natale 2011. Complice la crisi, certamente, ma dall’Aidaa forniscono un’ipotesi alternativa: i dati della ricerca, anche se parziali per ora,  “mettono in evidenza come, forse anche a causa della crisi, per il cenone di Natale sia diminuito complessivamente l’uso di carni, in particolare di oca e capitone.

 

In forte discesa anche il paté d’oca, anche grazie alle campagne animaliste che mettono in evidenza come questi animali vengano torturati per ottenere il paté”. Insomma, a ‘Natale siamo tutti più buoni’, e anche gli amici animali meritano molto più rispetto. Oggi rispetto a ieri infatti, si sono moltiplicate le campagne di sensibilizzazione rispetto al trattamento che viene riservato agli animali, e nessuno può più far finta di ‘non sapere’…

 

 

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