Pensioni donne: ipotesi 65 anni nell’aria



Si torna a parlare di aumento dell’età pensionabile per le donne nel settore privato, da anticipare dal 2015 al 2013 nel contesto di una riforma che lega l’età di pensionamento all’aspettativa di vita; una mossa evidentemente messa sul piatto perchè come ormai sappiamo c’è bisogno di una pesante manovra correttiva dei conti pubblici, da attuarsi nei prossimi 3 anni. La spesa pensionistica in Italia è gigantesca, una delle più alte del mondo in termini relativi ed assoluti; 250 miliardi di euro, se si resta al 2009. L’anno scorso la prima parte della riforma previdenziale ha cercato di stabilizzare il sistema attraverso il metodo della “finestra mobile”, ma potrebbe essere necessario un nuovo passo in avanti.
Le idee allo studio sono quindi quella di equiparare l’età di riposo delle donne nel settore privato a quella degli uomini; è una misura teoricamente equa, stante le condizioni attuali; ad esempio le donne che lavorano nella pubblica amministrazione attualmente vanno a 61 anni ma dal 2012 è previsto uno scalone che le porterà direttamente a 65. Contrario a questa possibilità è però il ministro Maurizio Sacconi ed il suo parere conta non poco visto che si tratta del Ministro del Welfare. E’ probabile che alla fine si giunga ad un compromesso.
E’ anche allo studio la possibilità, anticipata prima, di anticipare la riforma che lega l’età pensionabile alle aspettative di vita media della popolazione. L’inizio è previsto nel 2015, ma la pesante congiuntura economica, unita a quella che senza mezzi termini è l’imposssibilità per la nostra economia di riprendere la crescita, potrebbe indurre ad anticipare l’introduzione di questa modalità di calcolo per l’età pensionabile al 2013.