Pasqua 2012 Tradizioni: perché si mangia l’agnello?

Stained_glass_Agnus_Dei

Consumare carne d’agnello, nel giorno della Santa Pasqua, pare una tradizione assolutamente irrinunciabile. E’ una carne dal gusto particolare, forte ed intenso. Si è soliti preparare un gustoso arrosto d’agnello, per famiglia ed ospiti oppure per la singola famiglia. Non è inusuale preparare delle costolette d’agnello fritte, solitamente con l’uovo. Sia quale sia la ricetta che prediligiamo per Pasqua, la carne d’agnello sembra essere una presenza costante sulle nostre tavole.

Ma da dove nasce la tradizione culinaria dell’agnello, legata appunto alla Festività pasquale? Ovviamente essa sorge dalle sacre scritture e dai racconti ebraici. E’ la Pesach ebraica che ha lanciato la tradizione. Dio promise al popolo ebraico di liberarlo dalla schiavitù egiziana, ma lanciò un monito di morte al popolo egiziano. Ogni primogenito di tale popolazione sarebbe stato ucciso. E come potevano gli Ebrei far comprendere a Dio la loro “nazionalità”? Bé, proprio segnando, col sangue d’agnello, gli stipiti della porte delle proprie abitazioni. L‘agnello è dunque simbolo di redenzione, di liberazione e di speranza.

Oltre a tale tradizione, vi erano consuetudini ancor più antiche che prevedevano il consumo d’agnello nel corso delle lunghe festività della Pasqua ebraica.

L’Agnello di Dio è lo stesso Gesù Cristo che, proprio durante la Pasqua, s’immola per redimere l’umanità dai peccati. L’Agnus Dei è cantanto durante la comunione della Santa Messa e cita:

“Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi”.

L’appellativo Agnello Di Dio, col quale Giovanni Battista si riferisce a Gesù, è sinonimo profetico del suo futuro sacrificio, per il bene dell’umanità. Pensate al significato profondo di una semplice tradizione culinaria!