Paolo Borsellino Anniversario Morte: un film per dire Paolo è vivo!



Paolo è vivo. Perché, finché la memoria collettiva ricorderà questo eroe e la sua più lecita condanna “contro il puzzo del compromesso morale”, la sua morte non sarà vana, né dimenticata nei cuori degli italiani. La lotta alla mafia deve continuare sempre più forte, sempre più attenta, senza mai arrestarsi perché il profumo della libertà arrivi laddove adesso regna la corruzione e la paura della morte. Ma la morte non faceva paura a Paolo Borsellino che dopo aver visto perire in un vile attentato dinamitardo il collega e compagno di vita Giovanni Falcone, non si fermò, pur conscio di una possibile fine imminente. La sua indagine è riuscita a colpire al cuore la mafia, come mai era stato fatto. Si è dovuto nascondere, ha dovuto allontanarsi sentimentalmente dalla famiglia che amava più di ogni altra cosa e proprio nei suoi affetti più cari è stato colpito, proprio quando compiva un gesto semplice, umano, caritatevole: recarsi dalla madre per portarla dal medico. Un gesto amorevole che gli fu fatale perché lui, Paolo Borsellino, era tornato nella sua Sicilia per affrontare i suoi nemici a viso aperto, nemici che, invece, ancora oggi si nascondono, che ancora oggi sperano di sfuggire alla giustizia, quella che hanno avversato per anni.

Oggi la politica ha ricordato questo Magistrato risoluto e stupefacente che è morto, assieme ai suoi Angeli, ossia alla sua scorta, formata da Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina (Antonio Vullo si è salvato), per la giustizia, per un ideale ferreo e leale di giustizia che ancora oggi tarda ad essere abbracciato e condiviso pienamente! S’inchioderà mai il reale responsabile di un eccidio che ha colpito al cuore l’Italia onesta e libera?

Stasera, Canale 5, alle 21.10, ripropone il film del 2004 Paolo Borsellino nel quale un bravissimo Giorgio Tirabassi ripercorre le vicende giudiziarie che hanno scompaginato i clan mafiosi più pericolosi. Il suo lavoro è stato interrotto solo da un vile attacco dinamitardo, un attacco che è impresso nella nostra memoria. Macchine bruciate, desolazione, paura, morte, reticenza… Queste parole non devono più esistere. Si deve lottare per la giustizia ricordando eroi come Falcone e Borsellino che non si sono fermati di fronte al presentimento di morte, ma hanno sfidato il destino dimostrando che i veri eroi sono quelli che fanno i fatti, anche a rischio della vita, e parlano poco!