Omofobia Sudafrica: il dramma delle donne omosessuali

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Essere omosessuali non è facile, e non stiamo parlando dell’Italia, dove per quanto giudicati negativamente sono comunque accettati e tollerati, stiamo parlando dell’Africa dove, se pur tutelati dalla legge, in realtà gay e lesbiche vengono vessati ed umiliati come se nemmeno si trattasse di persone.

Emblematica, è la storia di una ragazza gay di nome Boipelo che è stata violentata dal cugino con l’HIV e nonostante lei abbia denunciato la cosa in famiglia, le è stato impedito di chiamare la polizia e che fosse fatta giustizia, non solo, ovviamente è stata contagiata dal virus, tutto questo perché le piacevano le donne e non gli uomini. Qualche anno più tardi, il suo istruttore di calcio, tentando di convertirla dalla parte giusta, come molta di questa gente direbbe, l’ha violentata e messa incinta pensando, che in quel modo l’avrebbe sposata. Anni dopo, un prete, con la stessa scusa abusò di lei. Ma se pensate che questo sia un caso limite o estremo vi state sbagliando. Torture e molto spesso omicidi sono le reali sorti che spesso toccano a queste donne ma anche uomini che non vengono nemmeno considerati esseri umani ma veri e propri abomini. Spesso rifiutati nei luoghi che dovrebbero offrirgli protezione, si trovano soli in strada ad affrontare i pericoli che l’essere omosessuali in Africa comporta. L’omofobia, il razzismo, la cattiveria, rendono queste persone imprigionate nelle loro paure. Da parte del governo Africano comunque, non c’è il minimo aiuto ne supporto per facilitare la vita a queste persone che devono sopportare abusi, e maltrattamenti da parte chiunque senza poter veramente chiedere giustizia.