Omicidio-Suicidio Brescia: la follia di Marco Turrini poteva essere prevista?



La domanda sorge spontanea ogni qualvolta si verifica una tragedia di questo tipo: questi folli propositi possono essere in qualche modo previsti e/o evitati? Difficile rispondere. Difficile trovare parole di fronte ad un gesto che più che di disperazione sa d’impietosa crudeltà. Poiché nessun problema può sovrastare l’amore paterno, l’umana pietà, il senso di responsabilità. Cosa può spingere un uomo a gettare senza pietà i due figli piccoli dal sesto piano di un palazzo, senza esitazioni, consumando in pochi secondi una tragedia terribile e destinando due angeli ad un Paradiso anticipato che nessun bambino meriterebbe, tantomeno per mano del padre che avrebbe dovuto solo cullarli dolcemente.

Ma Marco Turrini, 42 anni, di Brescia, era un uomo malato; sì, perché la depressione è una malattia che dev’essere curata. Non va lasciata al caso, non va trascurata. E l’uomo si era chiuso in sé stesso da un anno, da quando aveva perso il lavoro che amava.

Stamattina è stata una lite d’argomento finanziario a portare l’uomo al folle gesto. Tuttavia, non sembra che la famiglia fosse oggettivamente afflitta da problemi economici, visto che riceveva l’aiuto costante di un parente. Ma la delusione per un lavoro perso non porta a tali conseguenze…

Elena Moré, la moglie del suicida-omicida, era lì, ha assistito a tutto e, soprattutto, ha rischiato di venir defenestrata dall’ira funesta di un individuo in preda ad ordinaria follia. La donna è stata salvata dai vicini che hanno fatto sì che l’uomo mollasse la presa. La donna era rimasta impietrita di fronte al gesto folle, peraltro non annunciato, ma immediato. Marco Turrini ha aperto improvvisamente le finestre di casa ed, uno ad uno, ha gettato i due figli, di 4 mesi e di 4 anni, dalla finestra, senza la minima esitazione. La moglie pensava che il suo proposito non fosse omicida, che egli volesse solo spaventarla, ed, invece, nulla ha potuto di fronte alla sua immensa crudeltà ed al suo egoismo!

L’uomo, dopo aver ucciso volontariamente i suoi due figli, si è gettato dalla stessa finestra di un palazzo bresciano; il volo dal sesto piano l’ha ucciso sul colpo. Per i bambini, una corsa disperata verso l’ospedale che non è servita a nulla. Adesso, sono angeli uccisi dall’ingiustizia dell’umana crudeltà.

La tendenza al suicidio è genetica? Il padre del Turrini si era tolto la vita solo poco tempo fa. Forse la triste vicenda di oggi si poteva evitare. Non trascuriamo chi soffre di depressione. Rivolgiamoci a psichiatri, a psicologi e mandiamo questi individui in centri specializzati perché il loro dolore non diventi la trappola mortale per angeli innocenti. Le nostre lacrime ed il nostro dolore sono tutti per loro, per questi due piccoli bambini che non dovevano morire, ma crescere, vivere, sorridere…