Obodo Liberazione; come sono andate le cose



Il calciatore del Lecce, Christian Obodo è riuscito a liberarsi, dopo il sequestro avvenuto nella giornata di venerdì, nel suo paese natale.

Si è liberato da solo, “giovandosi” della scarsissima esperienza criminale dei giovani che intendevano trarre profitto dal suo sequestro. I sequestratori, a suo dire, lo hanno trattato bene e lo hanno chiamato tra loro durante le preghiere. Ma ad un certo punto ha sentito che l’unica persona che lo teneva in custoria doveva ucciderlo. E allora si è giocato il tutto per tutto, è riuscito a tramortire il suo carceriere (“una spinta” a suo dire) ed è fuggito.

C’è da dire che episodi del genere in Nigeria, purtroppo, non sono una rarità. Di casi del genere se ne contano molti ma sono pochissimi quelli che vengono narrati dalla cronaca occidentale. Per Obodo le cose sono andate diversamente anche perchè nel suo paese è una vera star e gira a bordo di una Bentley con una targa personalizzata (Obodo 5). E’ possibile che la permanenza in Italia, dove vive assieme al fratello (a sua volta calciatore nel Pisa) ed alla sorella, lo abbiano portato ad essere meno prudente.

Dopo essersi liberato non ha certo lesinato parole alla stampa e raggiunto telefonicamente dall’Ansa ha raccontato molti dettagli del suo “week end di paura”. Dopo la fuga, attraverso la foresta, ha raggiunto un piccolo villaggio dove è stato riconosciuto dalla gente, che ha immediatamente provveduto ad avvisare la polizia. “Ringrazio Dio, è andata bene, ma sono ancora un po’ sotto choc”. Nella sua versione i rapitori erano in totale 12, quattro dei quali sono stati arrestati. Obodo sembra non covare rancora verso i suoi rapitori; parla di giovanissimi, talvolta minorenni, che non hanno intenzione di uccidere, ma solo di procurarsi del denaro. Rimarrà in Nigeria ancora per un pò e dopodomani incontrerà anche il presidente. Non sono mancate parole di ringraziamento a tutti coloro che, dall’Africa all’Italia hanno seguito con apprensione la vicenda, fino alla lieta conclusione.