Nobel per la pace 2004: muore Wangari Maathai



Muore a Nairobi il premio Nobel per la pace Wangari Maathai, all’età di 71 anni, una donna che in Africa ha fatto l’eccezione e ha contribuito a migliorare le condizioni di vita del proprio popolo non solo creando nuovi posti di lavoro, ma anche rendendoli consapevoli dei gravi problemi che la deforestazione delle zone africane avrebbero potuto portare.

Così, laureatasi in biologia riesce ad ottenere una cattedra in veterinaria nell’università del Kenya, riconoscimento importante considerando che è stata l’unica donna a giungere così in alto. Negli anni, il suo impegno ambientalista non si è mai fermato. Inventrice e promotrice del movimento Green Belt che tradotto significa cinture verdi, sensibilizzava i cittadini africani sul problema del disboscamento massivo impegnandoli, e creando nuovi posti di lavoro a piantare arbusti per ripopolare di verde l’Africa. Molte donne hanno così preso consapevolezza dell’importanza di questo movimento e hanno iniziato a lavorare proprio per questa iniziativa. Portabandiera negli ultimi anni anche dei diritti umani, il suo impegno sociale e politico non si è mai fermato nemmeno quando venne arrestata picchiata e torturata. Il movimento Kenyota Green Belt, ancora oggi attualissimo, non è rimasto circoscritto solo nella sua patria natia ma si è diffuso in altri paese Africani come Tanzania, Uganda, Malawi, Etiopia, Zimbawe e Lesotho. Nella sua carriera sono stati più di trentamila gli alberi piantati e alla fine degli anni ottanta le donne aderenti a questo movimento erano oltre 3000. Ci lascia così una grande guerriera della pace che senza usare la violenza, ma solo con la sua intelligenza ha tentato fino all’ultimo giorno di migliorare la situazione del paese in cui è nata e che lei, tanto amava.