No Tav Val di Susa: il racconto del 3 luglio 2011



Nuove scene di guerriglia in Val di Susa. Si sono susseguiti scontri violenti attorno al cantiere di Chiomonte, luogo previsto per iniziare a scavare il tunnel esplorativo della nuova Torino-Lione. Alcuni black bloc sono entrati in azione, come si temeva nei giorni trascorsi, per tentare di entrare nel cantiere della Maddalena di Chiomonte. Il risultato finale è stato un alto numero di feriti, sia tra i manifestanti, sia tra le forze dell’ordine.
Quattro manifestanti sono stati sottoposti ad arresto ed un altro è stato denunciato a piede libero. C’è stata però e va assolutamente sottolineato anche una manifestazione di dissenso del tutto pacifica. Dure in ogni caso le dichiarazioni di Alberto Perino, storico leader del movimento No Tav: ”Le violenze le ha commesse chi ha sparato i lacrimogeni ad altezza d’uomo”.
Come detto prima i feriti sono stati davvero molti; 188 soltanto tra le foze dell’ordine mentre è molto difficile fornire una possibile stima dei manifestanti feriti. La questura ha dichiarato che i manifestanti erano circa 6000; per gli organizzatori però erano quasi dieci volte tanto. I lavori per ora sono bloccati ma riprenderanno domani. Per evitare ulteriori problemi sono state chiuse la A32 e diver strade statali circostanti. Si spera in tal modo di bloccare almeno in parte il flusso dei manifestanti visto che molti di loro sono giunti da altre regioni del paese ed alcuni perfino dall’estero.
La protesta, nelle sue varie forme, non è ancora finita in ogni caso. L’avversione all’opera da parte delle popolazioni locali rimane molto alta.