Morto Steve Jobs – Addio al genio della Apple



Steve Jobs, 56 anni, non c’è più. La malattia contro cui lottava dal 2004 ha vinto.
L’annuncio sul sito: “L’Apple ha perso un genio creativo e visionario e il mondo ha perso un formidabile essere umano” è fisso da stanotte con accanto una sua foto ritratto in bianco e nero con la sua data di nascita 1955 e quella della morte 2011.

La notizia in pochi minuti è su tutti i giornali USA, e a parlare sono anche le più alte cariche politche come Barack Obama, presidente degli Stati Uniti “Steve era tra i più grandi innovatori americani e noi siamo rattristati dalla notizia della sua morte. Quelli di noi che hanno avuto la fortuna di conoscerlo abbastanza e di lavorare con lui hanno perso un caro amico e un mentore ispiratore. Steve lascia una società che solo lui avrebbe potuto costruire e il suo spirito sarà sempre il fondamento di Apple”.
Mentre Steve Wozniak , l’altro storico fondatore con lui dell’Apple nel 1976, ha detto “Ha fatto felici tantissime persone”, anche Bill Gates, fondatore della Microsoft, ha dichiarato a caldo “Sono pofondamente rattristato. Steve e io ci siamo incontrati 30 anni fa e siamo stati colleghi, concorrenti e amici per oltre metà delle nostre vite”.

Tutti gli appassionati dei prodotti della mela, si sono riversati sulla Quinta Strada a New York dove c’è l’Apple Store, mettendo fiori e candele accese.
Anche in Cina, questa mattina, si è voluto subito ricordare il genio dell’Apple, ribattenzando l’ iPhone 4S come “iPhone per Steve”.

Ma chi era Steve Jobs?
Il “Leonardo da Vinci” di oggi, un visionario, un creativo tencologico.
Tutto ebbe inizio nel 1976, quando con i suoi due amici Steve Wozniak e Ronald Wayne fondarono in un garage la APPLE. Inizialmente però le cose non andavano bene, e dopo le prime difficoltà nel 1985, Steve viene messo fuori gioco dalla stessa società che lui aveva creato.
Anche se Steve ne risentì molto, non si perse d’animo anzi, iniziò subito ad occuparsi d’altro, passando al cinema d’animazione che rivoluzionò lanciando la Pixar, oggi punto di forza della Disney.
E quando la Apple, sull’orlo della bancarotta (causa forte concorrenza da parte della rivale Microsoft) si trova a chiedere aiuto al suo “papà”,Jobs non tarda ad arrivare.
E’ il 1996, sta per iniziare l’era più prolifica della società della Mela, la fase che conosciamo bene tutti, quella degli smart-phone, dei touch screen, ma anche quella del poter ascoltare musica leggere e navigare su internet in qualsiasi posto ci si trovi.

“Siate folli, siate affamati”, il suo motto da seguire lungo la vita, parole che lo stesso Jobs, disse nel 2005 quando parlando ai neolaureati di Stansford, quasi consegnò il suo testamento.
Lui, che aveva dovuto abbandonare l’università per non pesare sulle spese dei suoi genitori adottivi, lui che dormiva sui pavimenti del college pur di seguire le lezioni. Ma come disse sempre nel discorso “Nella vita spesso la questione è sapere collegare i punti, mettendo a frutto l’esperienze passate. Dovete credere in qualcosa: il vostro guru, il destino, il karma o altro. Questo approccio non mi ha mai mollato ed è questo che ha fatto la grande differenza nella mia vita”.

Tutta l’America oggi è in lutto, per una notizia che forse già un pò tutti sapevano, ma che nessuno si aspettava sarebbe arrivata così presto. Jobs alcuni mesi fa aveva dichiarato al mondo intero che la malattia era sempre più veloce nel suo corso, e che quindi forse gli sarebbe mancato ancora poco da vivere.
Sempre il presidente Obama, nel suo lungo messaggio di cordoglio ha detto parole importanti e pienamente condivisibili, ricordando poi l’uomo che era Steve, un uomo che “era solito dire che viveva ogni giorno come fosse l’ultimo. E l’ha fatto per davvero, trasformando le nostre vite, ridefinendo l’intera industria e compiendo una delle più difficili imprese della storia umana: ha cambiato il modo in cui ognuno di noi vede il mondo.Forse il fatto stesso che il mondo ha appreso la notizia della sua morte da uno degli strumenti che lui ha inventato è il tributo più grande al successo di Steve’.