Si sono chiusi nel segno di Bolt e della Giamaica i mondiali di atletica di Deagu; nella staffetta maschile 4×100 i giamaicani hanno vinto la medaglia d’oro ed ottenuto il record del mondo, con un tempo complessivo di 37’04”. Dietro di loro la Francia e poi St. Kittis And Navis. Soltanto quinta l’Italia che ha fatto quanto possibile per complicarsi la gara, con un cambio decisamente mal riuscito. C’è stato un pò di rammarico generale anche se il piazzamento, tutto sommato dignitoso è considerato un buon auspicio per le Olimpiadi di Londra del prossimo anno.
Una delle sorprese della giornata è stato il mancato oro della campiomessa sudafricana Caster Semeny; un’atleta salita agli onori delle cronache nel 2009 a Berlino, quando più di qualcuno, in ragione delle sue performance letteralmente straordinarie, la tacciò di essere in realtà un uomo. Fu sottoposta ad un controllo del sesso addirittura che per quanto umiliante servì almeno a fugare ogni possibile dubbio. Negli 800 metri femminili, nonostante le sue enormi possibilità fisiche, ha dovuto cedere il primo posto alla russa Mariya Savinova, accontentandosi della medaglia d’argento. Nella stessa competizione il bronzo è andato alla keniota Janeth Jepkosgei Busienei in 1’57″42. Nella 4×100 donne oro agli Stati Uniti avanti alla Giamaica e all’Ucraina.
La mattinata è stata aperta da una doppietta keniota nella maratona, con il già campione a Berlino, Abdel Kirui che ha riconfermato il suo oro. Appena dietro di lui il connazionale Vincent Kipruto, terzo il giovanissimo etiope Feyisa Lilesa. Il Kenia aveva già realizzato una tripletta, femminile, nella prima giornata dei mondiali. L’azzurro Ruggero Pertile ha offerto una buona prova, classificandosi come ottavo. Se si pensa che è un atleta di 37 anni e l’unico europeo ad arrivare tra i primi 10, fargli i complimenti è d’obbligo. Nel lancio del martello femminile si è imposta la russa Tatyana Lysenko, davati alla tedesca Betty Heidler ed alla cinese Wenxiu Zahng. Medaglia d’oro nel salto triplo maschile all’americano Christian Taylor.







































