Moda ecologica: Nike, Puma e Adidas mirano al toxic-free entro il 2020

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Può darsi che vi ricordiate della notizia di quest’estate riguardante le sostanze nocive contenute in molti dei capi dei più noti brand internazionali. Di certo non era stato un buon modo per promuovere la propria maison e in molti casi ci sono stati anche episodi di flessione delle vendite. Spinti da consumatori sempre più attenti alle questioni ecologiche e da leggi restrittive riguardo l’utilizzo di determinate sostanze dannose per l’uomo e per l’ambiente, i brand Nike, Puma e Adidas hanno fatto una solenne promessa: arrivare all’obbiettivo del toxic-free entro il 2020. A fare da garante per il raggiungimento di questa ambiziosa meta sarà l’associazione Greenpeace che già aveva proposto l’inchiesta che aveva portato alle sconcertanti notizie sulle sostanze tossiche impiegate dai brand.

Vittoria Polidori, responsabile della campagna di Greenpeace Italia sostiene che si tratta di una “vittoria di milioni di persone che dipendono dai fiumi per l’acqua potabile e l’agricoltura. Nike, Adidas e Puma si sono impegnate pubblicamente a ridurre a zero il rilascio di sostanze chimiche pericolose in tutta la loro filiera produttiva e nei prodotti entro il 2020. I tre brand più importanti dello sport finalmente lo ammettono: non esistono livelli sicuri di sostanze tossiche e solo una politica di scarichi zero può fermare l’industria che inquina le nostre acque con composti chimici persistenti e che mettono a rischio la salute. Dopo la pubblicazione delle nostre inchieste «Panni sporchi» e «Panni sporchi 2» sembra proprio che eliminare le sostanze tossiche stia tornando di moda. Terremo gli occhi ben aperti per assicurarci che queste aziende mantengano le promesse fatte, trasformando gli annunci pubblici in fatti concreti”. Non ci resta che sperare nella buona fede dei brand.