Melissa Bassi, Claudio Strada chiede risarcimento

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Claudio Strada, elettrotecnico brindisino, ha chiesto che il ministero di Grazia e Giustizia venga condannato ad un risarcimento pari a 500mila euro. Questo perchè l’uomo, due giorni dopo la strage di Brindisi fu indicato come possibile autore del misfatto. Classico caso di “sbatti il mostro in prima pagina”. L’uomo, per essere precisi, non fu indagato, ma soltanto sospettato.

Fu interrogato dalla polizia e poi rilasciato, lo scorso 21 maggio, 2 giorni dopo l’esplosione davanti ai cancelli della scuola Morvillo Falcone, in cui perse la vita Melissa Bassi e furono ferite altre 5 ragazze. Il 49enne Strada fu prelevato dalla propria abitazione e condotto in questura, portando con se la figlia di 3 anni. Tornò a casa solo nel pomeriggio ma le sue generalità erano state diffuse ed ha rischiato il linciaggio.

Ora l’uomo ha deciso di mettersi contro il Ministero della Giustizia, da lui ritenuto responsabile delle fughe di notizie che, complice la curiosità dei media, causarono la sua immediata identificazione, gravi violazioni della sua privacy familiare e lavorativa ed altri elementi che hanno portato ad accumulare contro di lui motivi di “odio, rancore e sentimenti di vendetta”.

In più il materiale sequestratogli a maggio sarebbe stato restituito solo durante i primi giorni di luglio e fino ad allora non gli sarebbe stato possibile riprendere regolarmente la sua attività lavorativa. L’accaduto avrebbe avuto una notevole incidenza sulla sua salute psico-fisica e l’uomo ad ora è ancora costretto a ricorrere a cure mediche ed al sostegno di uno psicologo.

Ed infine la conseguenza peggiore; “la convivente, madre della sua piccola figliola per timore di azioni impreviste e imprevedibili ha chiesto e ottenuto dal Tribunale dei minori di Lecce di potersi trasferire in altra città portando con se la bambina”. Strada quel giorno, come già accennato, fu costretto a portare la piccola con se in questura dal momento che nessun altro poteva occuparsene.