Melania Rea Ultime Notizie: perchè i cani non trovarono Melania?



Fu Piergiorgio il cane molecolare che, nella serata del 18 aprile, giorno nel quale scomparve Melania, aprì le ricerche della donna, quando ancora la speranza di ritrovare la donna in vita era fervida. Melania, però, non venne rintracciata neanche dall’odorato infallibile del segugio. Aveva battuto altre strade? Solcato altre vie? Era lontana da quelle altalene, punto di partenza della ricerca per indicazione dell’unico testimone: Salvatore Parolisi? Un testimone scomodo, in quanto, all’attuale, l’unico indagato per uxoricidio. Perché, infatti, il segugio condusse i cinofili solo al Monumento Dei Caduti, tra Colle e Ripe, trovandosi poi smarrito? Melania aveva percorso un’altra via? Molto probabile, visto che su quelle altalene, forse, la donna non salì mai quel maledetto 18 aprile; vi salì, secondo il racconto immaginifico di Parolisi, anzi, memoriale, visto che, probabilmente, ricostruì la domenica precedente a quella dell’assassinio. Il fiuto del segugio si spinse solo nel retrobosco antistante il monumento. Il cane si fece veemente solo di fronte all’entrata di una roulotte, parcheggiata vicino ad una zona abitata. Come mai? Melania era stata lì? Le ricerche proseguirono anche il giorno seguente, ma Piergiorgio non andò mai oltre la zona abitata, adiacente al monumento. Il resto, estremamente triste della storia, lo conosciamo tutti…

L’altra importante novità riguardo gli esami scientifici sugli oggetti ritrovati accanto al corpo senza vita della Rea è la non presenza del Dna di Parolisi sul cellulare, ritrovato dai Ris aperto, accanto al cadavere. Ciò significa che l’uomo non l’ha toccato? Come mai pare manchino molti messaggi nell’apparecchio telefonico, elemento suggerito dal fatto che gli unici presenti sono due sms riconducibili all’anno precedente! Chi ha cancellato i messaggi di Melania? E perchè? Parolisi, magari, con le dovute precauzioni ed indossando dei guanti appositi? Oppure qualcun’altro? Ma con chi Melania poteva avere la stessa confidenza e lo stesso rapporto intimo che possedeva col marito, tale da svestirsi in piena libertà? La Procura spera di poter recuperare gli sms cancellati dalla memoria del cellulare della vittima. Un’operazione difficile, ma a quanto pare non impossibile per gli esperti. Si scoprirà probabilmente, così, quel segreto inconfessabile che, forse, non era più tanto segreto?