Parolisi ha realmente incaricato un complice di tornare sul luogo del delitto ad infierire sul corpo della povera Melania o è lui l’unico complice di sé stesso? Perchè, altrimenti, sviare le ricerche sulla moglie e non partecipare ai pattugliamenti del bosco, se non per “sistemare” qualcosa o magari accertarsi da aver messo a punto infallibilmente il proprio folle piano? La ricostruzione a tavolino dei giorni seguenti la sparizione della Rea possono aiutarci ad individuare i momenti “morti” nei quali il Parolisi avrebbe avuto tutto il tempo necessario per tornare nel luogo del delitto. Il 19 aprile, il giorno dopo la sparizione della moglie, Parolisi si sveglia di buon ora e lo si scopre dai tabulati telefonici; chiama, infatti, Ludovica alle 8:20 del mattino, ma non riceve risposta. Alle undici esce di casa e richiama nuovamente la Perrone che, stavolta, alza la cornetta. I due conversano per mezz’ora. Ma Parolisi raggiunge la caserma solo alle 13.30. Perché? Dov’è stato dalle otto del mattino sino all’ora di pranzo e perchè tenta convulsamente di contattare l’amante? Per farla stare zitta? Per intimarle di non parlare in termini seri della loro relazione, come poi si evince dalle intercettazioni? Di sicuro, questo gap mattutino di tempo, lascia il caporalmaggiore senza un alibi che tenga e non è escluso che sia stato proprio in queste ore che Salvatore abbia commesso il terribile vilipendio.
Alle 16.00 dello stesso giorno, inoltre, si affretta a cancellare la Perrone da Facebook, probabilmente per tentare di eliminare per sempre le tracce virtuali della loro consolidata relazione, il movente dell’omicidio. Egli resta in caserma sino alle 19:00 e passa poi la sera con la famiglia della moglie e la piccola Vittoria. La mattina del 20, però, Parolisi si sveglia prestissimo e lascia l’abitazione intorno alle 6.30. Dove si reca? Arriva, infatti, secondo le testimonianze raccolte, solo in tarda mattinata a destinazione, ossia in caserma! Anche questo lasso di tempo, di tre o quattro ore, è assai sospetto e sarebbe stato perfetto per compiere indisturbato i propri orrorifici piani. Salvatore ha davvero avuto bisogno di qualcuno che l’aiutasse? Da questa sommaria ricostruzione parrebbe di no. Egli ha fatto la spola tra la caserma ed un luogo non ben identificato, visto che non si è assolutamente prodigato per sostenere le ricerche della moglie; ha cercato di contattare la Perrone per non farla parlar troppo e così Imma, l’amica di Melania, per convincerla di un amore che non c’era, in un farneticante brulichio di inganni, piccole bugie, depistaggi e finti pianti che non hanno fatto altro che avvalorare l’unica e triste ipotesi sino ad ora avanzata dalla procura: l’unico amore di Melania l’ha uccisa in un bosco desolato… Ed i Pm chiedono che il Gip confermi l’ordinanza d’arresto al Parolisi!








































