Melania Rea Ultime Notizie: il mistero del cellulare



Mentre Salvatore Parolisi, caporal maggiore del 235mo Reggimento Piceno, piange, si sfoga e perfino sfida gli inquirenti, dicendo di andare a cercare chi ha ucciso Melania Rea, invece che occuparsi di lui e dei suoi “sbagli”, il pm responsabile dell’indagine, Umberto Monti,   continua a sentire con regolarità Ludovica P., soldatessa dell’Ottavo Reggimento Lancieri di Montebello, la donna che aveva giurato, parlando con i carabinieri, di aver lasciato da tempo. E le conversazioni di Parolisi con quella ragazza sembrano far pensare a qualcosa di diverso, rispetto a quanto lui dice in ogni occasione pubblica. Sembrano ovviamente, niente di più.

Nel frattempo la procura di Ascoli si muove lentamente, ma con decisione, cercando di far convergere gli elementi in suo possesso in un’unica direzione. Quello che c’è ancora da appurare è il punto alla base di tutta la vicenda; capire se Melania Rea era o meno presente, il 18 aprile,  nel parco di Colle San Marco. Particolare che non ha trovato conferma in nessuna delle testimonianze raccolte.

Al contempo proseguono le analisi dei tabulati;  dalle 19 del 18 aprile il cellulare di Melania (che in teoria a quell’ora doveva essere già morta) dopo aver agganciato la cella di Ripe di Civitella non dà più segno di vita, nonostante riceva parecchie telefonate del marito e dei familiari che la stanno cercando. Improvvisamente la mattina del 20 aprile il telefono viene acceso per raccogliere gli sms che riassumono le chiamate inevase. Quello che c’è da capire è  se, data la scarsa copertura di rete della zona, il telefono sia sempre rimasto acceso, riagganciandosi alla cella in quel momento oppure se qualcuno lo ha effettivamente rimesso in funzione.

Contribuiranno a far capire il tutto le analisi sulla batteria del cellulare. Sicuramente, quando nel pomeriggio del 20 aprile i carabinieri, dopo la telefonata anonima arrivata dal centro di Teramo, hanno trovato il cadavere di Melania il cellulare della donna, rinvenuto accanto al suo corpo, era spento, per l’esaurimento della batteria.