Melania Rea Ultime Notizie: Facebook testimone delle promesse d’amore!



Ormai cancellare i dati che non si vuole che nessuno, ma proprio nessuno veda, è ardua impresa. Prima le lettere d’amore si bruciavano e allora sì che nessuno poteva leggere niente tra i frammenti di carta inceneriti. Poi è arrivata la tecnologia: Internet ed i cellulari e tutto quello di cui pensavamo di esserci disfatti, all’occorrenza, torna a galla per incastrarci. Non è stato facile per gli inquirenti di Ascoli ottenere le autorizzazioni dalla sede centrale di Facebook, a Los Angeles, per ripristinare le chat sul potente social network tra Parolisi e l’amante Ludovica, ma, alla fine, ci sono riusciti. Ed il risultato è chiaro come il sole. Parolisi ha nuovamente mentito; ennesima bugia che si va a sommare a tutte le menzogne già depositate in Procura. Non è stato, infatti, un flirt senza valore, nemmeno per il caporalmaggiore, quella storia con la soldatessa Ludovica, ma una storia importante, passionale, viscerale, sancita da corrispondenze virtuali fatte di promesse d’eterno amore. Parolisi non può cancellare in alcun modo quei messaggi così espliciti che non lasciano nulla al caso. Perché sminuire davanti agli inquirenti un rapporto così importante e profondo? Forse perché proprio questa liaison è stata il movente dell’omicidio della moglie? Certamente, qualche chat non è la chiave di svolta decisiva del caso, ma un’importante maniera per smentire nuovamente le parole di Salvatore, al quale, persino il padre di Melania non crede più; egli lo definisce, infatti, l’uomo nero, l’uomo dalla vita oscura che nessuno sapeva; l’uomo che sapeva mentire senza farsi scoprire, l’uomo che diceva di amare la figlia ma non era vero.

La prova regina, quella che incastrerebbe Parolisi, è da cercare altrove, magari nei laboratori del Ris di Roma, nei quali quest’oggi si svolgeranno le perizie sui vestiti sequestrati qualche giorno fa nell’abitazione del caporalmaggiore a Frattamaggiore. Gli inquirenti cercano tracce ematiche o biologiche di Melania? O cos’altro?

Salvatore, intanto, ha ripreso servizio e tutti ci chiediamo: ma un uomo indagato per omicidio volontario può tornare tranquillamente a svolgere le sue mansioni in caserma? Può possedere armi come se niente fosse? O la caserma nasconde anch’essa i suoi segreti e ha relegato Salvatore a mansioni secondarie?

Parolisi è innocente sino a prova contraria, ma il fatto è che non gli crede più nessuno. Nessuno ha visto la coppia sul Pianoro di Colle San Marco quel 18 aprile e nessun’altro sembra coinvolto nei fatti. Oggigiorno le perizie sono sempre più sofisticate, ma per quale strano motivo sembra così difficile rintracciare prove davvero inconfutabili a carico degli indagati? La tecnologia aiuta e confonde allo stesso tempo?