Melania Rea, quell’inutile guerra che non fa bene a Vittoria!



Ha perso la madre il 18 aprile del 2010, orrendamente assassinata nel bosco di Ripe Di Civitella. Ha perso il padre, Salvatore Parolisi, incarcerato dalla scorsa estate e con una pesante accusa che grava sulla propria persona, quella di aver ucciso la madre della loro meravigliosa bambina. Vittoria poteva restare sola. Poteva finire “preda” dei servizi sociali. Una piccola e grande, direi, fortuna, però, la piccola Vittoria ce l’ha avuta: quella di possedere due nonni materni, pronti a sostituire i genitori, non appena le circostanze lo hanno richiesto, coprendo la piccola di tutte le attenzioni di cui aveva bisogno per sopportare un trauma enorme come quello dello strappo dai genitori naturali!

Oggi, al Tribunale dei Minori di Napoli, si è discusso sul destino futuro della piccola. I legali della vittima hanno chiesto la revoca della patria podestà a Salvatore Parolisi. Se, infatti, il quadro circostanziale, riguardante l’omicidio,  che la Procura ha costruito, dovesse risultare corretto e fosse quindi comprovata la colpevolezza del padre di Vittoria, quale unico assassino della moglie, Parolisi potrebbe risultare reo, altresì, di aver fatto assistere la piccola all’atto omicidiario. Evento che, ovviamente, nessuno si augura, soprattutto per il benessere psicofisico futuro della piccola. Il secondo punto di discussione era l’affidamento temporaneo di Vittoria ai nonni materni, le uniche figure “fisse” che la piccola Vittoria ha la fortuna di avere ancora accanto.

Ma, visto che nella famiglia Parolisi i colpi di scena sono all’ordine del giorno, sapete che cos’è successo in aula, quest’oggi? La famiglia Parolisi, in toto, sembrava favorevole all’istanza, avanzata dalla famiglia Rea. Quest’oggi, invece, di fronte allo stesso imputato, trasferito dal carcere nel teramano, proprio per l’occasione, la sorella, Franca Parolisi, ha avanzato pretese sulla piccola ed ha sorprendentemente chiesto, anche lei, l’affidamento della minore. Una mossa che nessuno, a partire da Michele Rea, fratello della vittima, aveva preventivato. Un’inutile guerra, direi, nata da rancori tra famiglie che dimentica il vero obiettivo: salvaguardare una minore e proteggerla, il più possibile, dalla drammatica realtà che la circonda e alla quale, prima o poi, dovrà accostarsi, non senza conseguenze per il suo benessere psicofisico.

Vista la “sorpresa”, il tribunale dei minori si è riservato del tempo per riflettere ed ha rinviato la decisione alla prossima settimana. Perché, improvvisamente, la sorella del Parolisi ha mostrato fortemente l’intenzione di sradicare la piccola da un ambiente nel quale si sente felicemente protetta? Perché chi vedeva la piccola una volta a settimana, ora, vuole sostituire quelle figure che, amorevolmente, hanno dato anima e cuore a Vittoria, soffocando i dolori ed i pianti per la perdita dell’adorata figlia, pensando unicamente al bene di questo scricciolo biondo? Attendiamo fiduciosi, come hanno ribadito gli stessi Rea, il verdetto del tribunale dei Minori, certi che la decisione che prenderà sia la più giusta per la serenità di una bambina costretta a crescere troppo in fretta!