Melania Rea, aria di scarcerazione per Parolisi?



Era il 18 aprile di un anno fa e, in un bosco enorme e desolato, veniva uccisa una donna semplice, mite ed amata da tutti, Melania Rea. E’ passato un anno e mezzo da quel triste giorno, eppure si va ancora a tastoni in una pista cieca, tra indizi veri o presunti e prove scientifiche che tardano a trovare una qualche validità. Sembrava si fosse detto tutto su quel fazzoletto di terra nel quale giaceva il corpo inerme della donna, eppure non era così. Oggi a trapelare è una notizia, accolta con gioia dal collegio difensivo di Parolisi. Quale? Pare che sul corpo della donna sia stata lasciata l’impronta insanguinata del polsino di un indumento a maniche lunghe e persino zigrinato. Per Walter Biscotti, l’avvocato di Parolisi, sarebbe la prova schiacciante dell’estraneità del Parolisi all’omicidio! Ma siamo certi che sia così? Sbaglio o l’accusa sostiene che il Caporalmaggiore si sia cambiato dopo l’assassinio, indossando, solo allora, la t-shirt che, a detta degli avvocati difensori, metterebbe a tacere ogni accusa?

Se osserviamo altresì le immagini risalenti alla mattina di quel 18 aprile che ritraggono la famiglia Parolisi introdursi nel supermercato, l’uomo non indossa i pantaloncini ed ha un giubbino a maniche lunghe! Perciò, Parolisi, quando si è cambiato? Prima di raggiungere, con la famiglia, Colle San Marco, sempre secondo le sue dubbiose dichiarazioni o dopo aver compiuto l’atto omicidiario? Un testimone converrebbe con la ricostruzione della difesa, avendo visto il Parolisi uscire di casa, dopo pranzo, in maglietta e quindi prima della scomparsa e dell’uccisione della moglie! E se Parolisi fosse uscito di casa in t-shirt, ma poi, visto che la giornata non era delle più torride, avesse indossato un giubbino che, magari, aveva riposto in auto? E il testimone è realmente attendibile sull’argomento? Non potrebbe essersi confuso con la settimana antecedente, visto che, da dei video amatoriali, risulta che il Parolisi fosse vestito con la stessa t-shirt e gli stessi pantaloncini anche la settimana antecedente a quella dell’uccisione di Melania?

I difensori puntano sul fatto che l’eventuale giacca o maglia non è mai stata ritrovata, magari dispersa nel bosco e macchiata del sangue della vittima. Ovvio, Parolisi non avrebbe certo fatto quest’errore. Piuttosto, chiedetevi perché la lavatrice dell’uomo abbia lavorato infaticabilmente la stessa notte del 18 aprile! Se Salvatore avesse portato a casa il giubbino sporco e lo avesse lavato accuratamente in lavatrice, di certo gli inquirenti non vi avrebbero trovato più tracce. E dalle perquisizioni, così pare sia stato!

Presto la Corte D’Assise dovrà esprimersi sull’istanza di scarcerazione che i legali di Parolisi hanno tenacemente avanzato. Un’impronta potrebbe davvero lasciar cadere ogni accusa o sospetto sul principale sospettato? Il punto è: se Parolisi avesse lavato l’indumento incriminato, sarebbe ancora possibile rinvenirvi il Dna di Melania Rea?