Medici estetici: il cloro delle piscine è nemico della pelle

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Ritorna il gran caldo ed è tempo di piscina. Attenzione però agli effetti dannosi del cloro sulla pelle. L’allarme parte dai medici estetici che mettono in guardia i bagnanti sui rischi che si corrono soprattutto per viso, occhi e capelli.

Osservati speciali i bambini, soggetti più delicati e sensibili agli effetti dannosi di cloro e raggi solari.  La dott.ssa Maria Grazia Caputo, medico estetico titolare di un noto studio della capitale, con una lunga esperienza presso un grande ospedale pubblico di Roma, pone l’accento sugli effetti negativi che le sostanze contenute nell’acqua possono avere per la pelle, in particolare per quella di soggetti sensibili come bambini e anziani.  “I disinfettanti diluiti nell’acqua contenuta nella vasca possono essere irritanti e generare fastidi. In soggetti che presentano determinate caratteristiche della pelle, come cute secca o particolarmente sensibile, si possono manifestare follicoliti e dermatiti anche gravi. Le zone da proteggere con particolare attenzione sono viso, soprattutto labbra e occhi, capelli, che a causa dell’azione del cloro possono indebolirsi e perdere colore”.

I più piccoli sono maggiormente esposti all’aggressione di questi agenti sia perché hanno una cute particolarmente sensibile, sia perché trascorrono molto tempo in acqua con bagni ripetuti.

Il nuoto, infatti, rappresenta l’attività preferita dai bambini dai 3 ad i 10 anni (42,8%) secondo i dati forniti dall’Istat in occasione della Tavolo Nazionale per la Governance nello Sport patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri (maggio 2012).

Lo studio evidenzia anche che sono soprattutto le femmine a sceglierlo (26,6% rispetto al 16,9% dei ragazzi) e preferiscono praticarlo in impianti al chiuso (81,8% rispetto al 47,6% dei maschi), mentre nei maschietti prevale la pratica in strutture all’aperto (56,5% rispetto al 24,1% delle femmine).

Secondo i dati Assopiscine, sono oltre 160mila le piscine pubbliche e private in Italia, con maggiore concentrazione nel Lazio, Toscana, Lombardia.

Il trattamento dell’acqua nelle piscina è debitamente regolamentato dall’accordo Ministero della Salute/Regioni del 16 gennaio 2003, che stabilisce le sostanze da utilizzare e relativo quantitativo.

In primis il cloro contenuto nella vasca che può provocare un irritazione agli occhi con relativo bruciore e arrossamento. Inoltre in caso di inalazioni di cloro, ripetute e per lunghi periodi in soggetti particolarmente sensibili si possono produrre effetti irritanti sull’apparato respiratorio.

Il pericolo però non viene solo dall’acqua.

“Molte persone sottovalutano gli effetti che camminare a piedi nudi a bordo piscina può causare. La pavimentazione umida è il terreno perfetto per batteri e funghi che possono provocare la comparsa di micosi della cute – aggiunge la dott.ssa Caputo -. Per scongiurare la comparsa di verruche e infezioni è consigliabile indossare anche per piccoli spostamenti ciabatte o calzini in modo da proteggere i piedi. Inoltre è auspicabile asciugarli sempre bene, soprattutto facendo attenzione alla pelle tra le dita”.

Infine non bisogna dimenticare l’effetto dei raggi solari sulla nostra cute.

“Sotto il sole la nostra pelle è soggetta ad un processo di invecchiamento precoce, dovuto all’azione dei raggi UV – commenta la dott.ssa Caputo che aggiunge – E’ essenziale attuare una buona detersione con prodotti delicati, non schiumogeni, preferibilmente oli o creme detergenti, che consentano di rimuovere le sostanze contenute nell’acqua della piscina come il cloro, senza aggredire la pelle. Dopo la detersione ricordarsi sempre di applicare creme dopo sole o oli idratanti ed elasticizzanti”.

Consigliato evitare le ore più calde della giornata ed esporsi comunque in maniera graduale al sole. Soprattutto per i bambini è necessario applicare sul corpo uno schermo solare, preferibilmente un filtro fisico (protezione maggiore di 30 per i più piccoli, di almeno 30 per gli adulti), che sia resistente all’acqua, poiché quando si nuota vengono esposte ai raggi solari zone che solitamente non lo sono come la parte posteriore delle ginocchia o la pelle attorno al costume.

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