Maria Di Nazareth: l’amore di madre che avvicina al cielo…



La Madre del nostro Salvatore, donna Pia, inconsapevole maestra di vita e di coraggio. E’ lei che la Rai ha omaggiato, ieri sera ed omaggerà questa sera con una miniserie, dal titolo Maria Di Nazareth, diretta da Giacomo Campiotti. L’analisi della vita di Maria, dalla giovinezza nella quale un Arcangelo le indicò la strada della Santità alla vecchiaia nella quale sperimentò il dolore più lacerante per qualsiasi madre, ossia la perdita violenta di un figlio, è condotta con umiltà, senza intenti scolastici o didascalici, senza alcun pretesto rivelatorio, ma solo ricalcando fedelmente l’amore mater-filius che esemplifica le gioie ed i dolori della maternità.

Alissa Jung è una Maria Di Nazareth che entra in punta di piedi “nel Vangelo riscritto” da Francesco Arlanch, al quale la storia della Madre del figlio di Dio si ispira fedelmente. Ma nella sceneggiatura c’è posto anche per il romanzato, per la storia completamente riscritta. Ed ecco che prende corpo la minuscola storia di Maria Maddalena, interpretata nella Fiction da Paz Vega che diventa spunto di redenzione, con quell’amicizia con Maria di Nazareth che si approfondisce, legando Sacro e Profano con un filo sottile ed invisibile.

Ad un passo dal periodo pasquale, di sofferenza, redenzione, speranza e coscienza della fallibilità della vita terrena, Rai Fiction dedica ad ogni madre del pianeta la biografia del suo corrispettivo Sacro, la Mater che ha sacrificato gioventù e belle speranze per una missione divina ed ha poi scoperto, nel sapore della maternità celeste, il senso stesso della propria esistenza.

La seconda parte di questa storia di povertà, di resistenza alla fatica, alle privazioni, di volontà divina e d’amore incondizionato prenderà in esame gli ultimi anni della vita di Maria, quelli più bui, seppur riscaldati dalla fiaccola tiepida dell’amore di Dio Padre.

Maria sperimenterà il distacco, inevitabile per ogni madre, dal figlio; un distacco missionario in questo caso. Purtroppo, però, questo distacco diventerà poi definitivo sul Golgotha, nel momento in cui Maria dovrà assistere, col proprio dolore, al supplizio di suo figlio, giusto tra i giusti. La storia dei Vangeli è però andata avanti e sapete che ha ridato la speranza a Maria. Cristo è risorto. Chissà se quest’anelito di speranza potrà giungere ai cuori delle madri che hanno perso il proprio figlio, sperimentando una sofferenza che contrasta le leggi stesse della natura, confortandole del fatto che forse questa divisione è solo transitoria, che questo dolore, un giorno, porterà ad una riunione di anime e ad una pacificazione eterna, in un luogo d’amena bellezza, dentro al quale ogni madre tornerà ad essere la più divina di tutte le madri!