Manovra Finanziaria: passa con qualche scricchiolio

monti

La manovra finanziaria è passata al vaglio della camera, con la fiducia sul provvedimento. Ma con 61 voti in meno rispetto alla prima fiducia ottenuta dal governo Monti. Che inizia a sentire venir meno la sua luna di miele col Parlamento, dopo essere in carica da neanche un mese. Il voto finale sul provvedimento inoltre ha altri 90 voti in meno. E le parole del segretario del PD Bersani che parla delle elezioni come l’orizzonte “naturale” per se e per il suo partito lasciano intuire come ci sia stato qualche smottamento nelle opinioni dei principali leader politici.

 

La cosa però, almeno all’apparenza, non sembra impensierire troppo il presidente Monti che richiama la politica alle sue responsabilità e ricorda come ci sia un destino comune tra il suo governo ed i partiti che decidono di sostenerlo; pena il sentire sul collo la scure che grava sull’Italia. Non accetterà alcun tipo di ricatto il professore e lo spiega con chiarezza parlando di una classe dirigente accomunata nella stessa “intrapresa […] Se tutti facciamo il nostro dovere con senso di responsabilità non ho dubbi che l’Italia si salvera”. E’ a rischio il poco benessere che è rimasto a molti italiani e lui non è affatto disperato, come lo aveva invece descritto Silvio Berlusconi.

 

Del resto il professore sa bene che può contare sull’appoggio del Capo dello Stato che ha ancora una volta richiamato alla necessità di evitare ogni forma di frazionismo. Il pericolo del disastro è ancora incombente ma i partiti iniziano a palesare malessere. Il PDL in particolare che vede molte assenze volute ed almeno 2 deputati che votano no alla fiducia. Gli unici che restano saldamente dalla parte di Monti sono i leader ed i parlamentari del Terzo Polo, con Pier Ferdinando Casini che si dice “pronto a condividerne la sorte dell’esecutivo senza alcun distinguo di responsabilità”.