Manovra Finanziaria 2011: La Marcegaglia la definisce depressiva

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Emma Marcegaglia non nasconde le sue preoccupazioni legate alle continue e mai definitive evoluzioni della manovra finanziaria a cui l’Italia è stata chiamata per cercare di arrivare al pareggio del bilancio statale entro il 2013. “Sono preoccupata perchè con questa manovra di tutte tasse la crescita sarà ancora più bassa, è chiaro che una manovra di questo tipo è certamente depressiva”. Il giudizio è severissimo ed arriva parzialmente inaspettato, per quanto già da tempo i veritici di confindustria abbiano smesso di far mistero della loro lontananza rispetto alla compagine governativa.

La Marcegaglia ha avuto modo di esprimersi in quel di Capalbio, nel corso della consegna di un premio letterario.
E’ stato ovviamente sottoposta a domande inerenti le ultime misure emerse dal dibattito politico; la leader degli industriali, come si può capire anche dalle parole riportate prima, ha definito in netto un “peggioramento” questa manovra.

Nel decreto “c’è molto poco di strutturale e niente per la crescita”; in più mancano “le riforme che ci chiedeva la Bce e non sono state trovate le risorse per la crescita”. L’articolo 8 della manovra economica, quello che prevede la retroattività dei contratti aziendali, ovviamente, “deve rimanere” dato che è coerente con gli accordi raggiunti il 28 di luglio. Ma nonostante questo provvedimento positivo (sempre per la Marcegaglia) il resto della manovra è autenticamente da buttare: “c’è un continuo aumento di tasse. C’è ormai la gara a chi si inventa la tassa più esotica”.

Proseguono nel frattempo i tentativi, via via più isterici, di far piacere questa manovra a tutte le componenti della maggioranza; oggi sembra ne sia stata stilata una versione definitiva, con le opposizioni che separatamente presentano le loro contromanovre. E poi ovviamente c’è il tortuoso passaggio parlamentare.