Maltempo Roma Morti: come morire a 32 anni in un seminterrato



Sarang, 32 anni, marito e padre di famiglia, originario dello Sri Lanka. Questo l’identikit del giovane uomo che nella giornata di ieri ha perso la vita a Roma a causa del nubifragio che ha sconvolto l’intera capitale. Sarang era in casa, un piccolo seminterrato nella zona dell’Infernetto, un’abitazione che in breve tempo ha subito il crollo di un muro dello scantinato per poi inondare letteralmente l’appartamento dell’uomo con circa 300 metri cubi d’acqua.
A raccontare quella tragica scena è stato un negoziante di 44 anni, Paolo Berelli, intervenuto nell’immediato nel tentativo di soccorrere Sarang, la moglie e la figlia di appena 3 mesi.
Le due donne fortunatamente sono state portate in salvo, ma per Sarang non c’è stato nulla da fare.
 “Sono arrivato troppo tardi, mi sono anche tuffato, ma lui era incastrato tra i mobili e i detriti di un muro crollato. Così ho portato in salvo la moglie e la figlia.
Un’altra testimonianza è quella di un giovane vicino, corso sul posto nel tentativo di aiutare le tre vittime.
Quando sono entrato in casa la scala che portava al seminterrato era già inondata. Siamo riusciti a portare fuori la moglie e la figlia, lui chiedeva aiuto attraverso una grata. Gli abbiamo passato un tubo dell’acqua per cercare di farlo respirare, ma non ci siamo riusciti.”
Così mentre i cittadini romani affrontano le conseguenze del nubifragio, il sindaco Gianni Alemanno dichiara lo stato di emergenza, senza però esimersi dal ricevere una lunga serie di polemiche per quei danni e quelle morti che forse potevano essere evitate.
Siamo in una situazione di forte emergenza, che tra l’altro era imprevista: il bollettino meteo di ieri della Protezione civile indicava temporali sparsi nel Lazio e non piogge torrenziali come è avvenuto. Ho dovuto chiedere la dichiarazione dello stato di emergenza e calamità naturale per Protezione civile e Agricoltura.”
Questo il commento ai microfoni di Sky Tg24 del sindaco Alemanno, che ha poi aggiunto: “E’ stato qualcosa che non era oggettivamente prevedibile.”
Ma forse la rabbia e la delusione dei cittadini non è verso la pioggia torrenziale che, probabilmente, era davvero imprevedibile. Quanto piuttosto nei confronti di quelle istituzioni che avrebbero dovuto farsi carico di rendere sicura la città attivando quelle indicazioni segnalate proprio in questi giorni dalla protezione civile che aveva chiesto a Regioni e Comuni di attuare degli interventi per “prevedere, prevenire e fronteggiare con la maggiore efficacia possibile situazioni di emergenza.
Ma così non è stato ed Alemanno ora alza le mani in segno di innocenza, mentre in tanti lo vorrebbero solo veder abbassare la testa e restare in silenzio in segno di rispetto …