Si chiama Luiss Arcobaleno e nasce dalla voglia e dal bisogno di un gruppo di studenti omosessuali di stimolare colleghi ed opinione pubblica al dibattito sui temi dell’omosessualità e di tutti quegli argomenti da cui l’informazione tende a rimanere spesso lontana, seguendo la classica formula del Don’t Ask Don’t Tell.
A spiegare come è nata l’idea di Luiss Arcobaleno è stato uno dei membri che, durante un’intervista per il blog Lisadelgreco, ha dichiarato: “Nell’ultimo decennio si è imposta più che mai all’attenzione globale la rivendicazione dei diritti civili della minoranza lgbt, inoltre sempre più Stati provvedono a sancire con legge questi diritti. In un ambito di formazione come quello universitario, in un Paese arretrato quale è l’Italia, è indispensabile avere la possibilità di confrontarsi consapevolmente su queste problematiche.”
L’obiettivo è dunque quello di dare la possibilità a tutti gli studenti, e non solo, di vivere e studiare in un contesto dove la socializzazione sia realmente possibile, lontano da ogni forma di omofobia o discriminazione.
“Alla LUISS non si sono mai verificati casi di esplicita omofobia; se è accaduto, la notizia non è trapelata. Tuttavia non è raro incontrare chi con parole o gesti propugni una visione omofoba, intollerante e razzista della società. Talvolta per superficialità, più spesso per convinzione.”
Inoltre il gruppo si è prefissato lo scopo di offrire supporto a tutti coloro che temono la reazione degli altri alla propria identità sessuale, finendo così con l’auto-convinzione che la cosa migliore sia tenerla nascosta.
“Sono gli stessi ragazzi gay ad aver timore, a nascondersi, ad incontrarsi in chat e a celare la propria identità. Sono relativamente pochi i soggetti “dichiarati” alla LUISS. Non è forse questa una variante stessa dell’omofobia?”
Le iniziative di Luiss Arcobaleno comprenderanno quindi diversi incontri seminariali, conferenze, assemblee e dibattiti, ma anche incontri ed eventi culturali, politici e storici.

























