Londra 2012: Emilie Fer (Canoa Slalom), questione di testa

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Dal 29 Luglio al 2 agosto si sono tenute le gare di Canoa slalom, disciplina sportiva presente a Londra 2012 presso le acque del Lee Valley White Water Centre. Quest’ultimo è uno dei più imponenti impianti sportivi utilizzati per le Olimpiadi: si trova a Hertfordshire, contea inglese sita al confine con Londra,  a 245 metri di altezza, attraversata dai fiumi Lea e Tamigi. Le gare di canoa in discesa non potevano avere location migliore in terra inglese.

A questa disciplina, si sono qualificate le squadre che nel corso dei mondiali 2011 di Canoa a Bratislava hanno ottenuto i migliori risultati in ognuna delle specialità dello slalom e dello sprint. E’ stata la Francia ad aver vinto quest’anno ben 2 medaglie d’oro nella Canoa a Londra 2012; ne abbiamo strappata una anche noi, grazie all’ottima performance di Daniele Molmenti, mentre i padroni di casa della Gran bretagna hanno ottenuto 1 oro e 1 argento.

La donna che invece è emersa in questa disciplina è senza dubbio la francese Emilie Fer: vincitrice cinque  giorni fa della medaglia d’oro nel K1 slalom femminile, per lei si è trattato del primo Oro olimpico in carriera, dopo aver vinto 2 medaglie d’argento ai mondiali di Canoa in Nottingham, nel 2009, e ad Augusta, nel 2012.

Classe 1983, nonostante non abbia un palmares ricco di medaglie d’oro, Emilie è molto amata in Francia, vista la serietà e la grinta con la quale ogni volta lotta per i primi tre posti alle gare internazionali di Canoa. La chiamano “campionessa delle occasioni perdute”, a causa di alcune eclatanti medaglie “sfuggite di un soffio”, e di una carriera che ha rischiato di andare all’aria nel 2008, quando, dopo il 7° posto di Pechino, Emilie ha dovuto subire una grave operazione alla spalla sinistra. Non si era trattato di un incidente di gara, ma aveva comunque richiesto 5 mesi di stop per l’allora giovane campionessa: tanti, tantissimi mesi, per chi ogni anno deve gareggiare per la medaglia d’oro.

Fu poi l’allenatore Sylvain Curinier a prendersi cura del suo rientro in gara: medaglia d’argento agli europei 2008, e nuovo inizio della propria carriera olimpica.

In una recente intervista (pubblicata su “Le Parisien” dopo la vittoria dell’oro a Londra 2012), l’atleta francese ha ripercorso quel difficile capitolo della sua vita: “ho lavorato molto sulla preparazione mentale, non solo tecnica, è quella che conta di più quando devi rivitalizzarti dopo un lungo stop. Faccio così anche nella vita: affrontare le sfide prima con la testa e poi con il corpo.”

Così facendo cambiano le aspettative e, in mano ad un allenatore esperto come Curinier, la strategia giusta è semplicemente “quella del duro lavoro e della grandissima concentrazione, ho fatto molto affidamento agli insegnamenti del mio allenatore, il quale ha vinto in carriera più di un oro olimpico”. E i risultati si vedono: i 105.90 secondi di tempo alla finale della canoa slalom hanno letteralmente lasciato le briciole alle inseguitrici.