Lele Mora, spaghetti mafia e mandolino…

Mentre in politica si è impegnati a tranquillizzare gli italiani riguardo l’utilizzo del nucleare nel nostro paese, in relazione anche agli avvenimenti che hanno colpito il Giappone la settimana scorsa, lo scandalo del bunga bunga di Berlusconi si allarga a macchia d’olio coinvolgendo in faccende illecite che vanno al di là di Arcore, moltissimi nomi noti.
Nell’indagine condotta a Milano sulla ‘ndrangheta che ha portato ieri a trentacinque arresti emergono contatti tra il boss Paolo Martino e l’agente Lele Mora.
E’ quanto emerge dall’ordinanza firmata dal gip Giuseppe Gennari che fa riferimento ad una relazione presentata dai Ros.
Stando a quanto si apprende, sempre il boss Martino si e’ sentito anche con l’avvocato Luca Giuliante, il primo legale che affianco’ Ruby-Karima el Mahroug.

 

Il maxi blitz scattato ieri alle prime ore dell’alba contro l’ndrangheta in Lombardia ha portato al sequestro di beni per un valore complessivo di 2 milioni di euro e all’arresto di 35 individui.

 

L’operazione, condotta in modo congiunto da Guardia di Finanza, carabinieri del Ros e Polizia Locale, ha permesso di stroncare un’associazione a delinquere di stampo mafioso dedita a reati come estorsione, minaccia, smaltimento illecito di rifiuti, spaccio di sostanze stupefacenti.
Le indagini sono state coordinate dalla Dda di Milano guidata dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini.