Lega Pro 2012/13: chi è Chiricò, il piccolo talento al servizio del Lecce


Ieri con il suo euro gol al Treviso ha favorito la vittoria della sua squadra ma soprattutto ha acceso l’entusiamo dei tifosi e, in generale, di tutti gli amanti del bel calcio: sto parlando di Cosimo “Mino” Chiricò, il baby talento del Lecce che in questa prima parte della Lega Pro 2012/13 si sta confermando un talento assoluto destinato a far parlare di sè anche nel futuro. Sicuramente Cosimo Chiricò, classe 1991, ha tanto da imparare e deve ancora fare il suo esordio nel calcio che conta, ma finora è stato un piccolo trascinatore di questo Lecce targato Lerda, condannato a giocare in Lega Pro ma che si sta prontamente guadagnando il ritorno in serie B.

Nato a Brindisi nell’ottobre del 1991, il ventenne salentino è stato scovato a soli 14 anni dall’ ex osservatore del Lecce Giuseppe Dragone, che a suo tempo ebbe modo di ammirare il talento ed i numeri dell’attaccante nell’ Orsa Maggiore Brindisi. A quel punto Mino Chiricò è entrato a far parte delle giovanili del Lecce. E’ stato poi girato in prestito a varie squadre delle serie minori per fargli racimolare un pò d’esperienza, e la mossa s’è rivelata vincente: con le maglie di Vigor Lamezia, Virtus Casarano il talentino brindisino ha segnato non pochi gol, ed in particolare a Casarano Chiricò s’è creato una vetrina interessante segnando 7 gol in 28 partite.

Passato poi nell’estate del 2011 al Virtus Lanciano, Chiricò ha continuato a dimostrarsi in continua crescita, specie come assist man. Ecco perchè il Lecce, catapultato il Lega Pro dall’inchiesta sul Calcioscommesse, ha deciso di puntare su questa piccola ala che potrebbe divenire una bandiera per i giallorossi (quel Miccoli che il Lecce non è mai riuscito a prendere, per capirci).  Mancino, ottima tecnica, buon tiro, discreto colpo di testa e ottima finalizzazione: è questo Chiricò, che ieri con il Treviso, segnando con un bolide da centrocampo, ha dimostrato un’ottima personalità, anzi anche troppa: non è infatti sfuggito lo screzio con Lerda quando il brindisino è stato richiamato in panchina. Ma pazienza, fa parte del gioco, anche perchè quando in campo ti sai comportare in un certo modo, ciò che succede fuori passa in secondo piano. In bocca al lupo quindi a questo giovane talento, credo ne sentiremo parlare tanto in futuro.