257 sì contro 41 no e 0 astenuti. Queste le cifre che dal Senato hanno contribuito a rendere legge la Manovra salva-Italia di Monti, ufficializzando così la piena fiducia al governo tecnico apparentemente smentita dalle notizie degli ultimi giorni che hanno visto il neo-premier vittima di un dissenso generale dipeso ovviamente dalla grave situazione economica affrontata da gran parte dei cittadini italiani. Ora però la manovra anti-crisi è effettivamente divenuta legge e dai primi mesi del 2012 ci toccherà fare i conti con le conseguenze, aumenti, tasse e pensioni in primis. Vediamo dunque quali sono i quattro punti fondamentali su cui farà leva il governo per risollevare l’Italia dalla crisi economica. Si partirà così dalla nuova tassazione della prima casa, quindi dal ritorno dell’Ici-Imu, preannunciato nelle scorse settimane. Ma a preoccupare maggiormente i cittadini è il discorso sulle pensioni. A partire dal 2012 è prevista l’estensione del sistema contributivo commisurato al tempo lavorativo per tutti i dipendenti e l’abolizione dell’anzianità. Le donne potranno quindi andare in pensione dopo 41 anni ed un mese di contributi, mentre agli uomini toccherà accumulare 41 anni e un mese di lavoro.






























