La Gioconda in Italia, al via la petizione

La Gioconda in Italia, al via la petizione

Gli attivisti italiani hanno le idee chiare: vogliamo indietro La Gioconda, sissignore, e hanno già raccolto 150 mila firme per chiedere al Museo del Louvre di Parigi la restituzione della Mona Lisa di Leonardo da Vinci agli Uffizi di Firenze. Il comitato, presieduto dal presidente del Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici, Culturali e Ambientali Silvano Vinceti, sembra proprio disposto a tutto, persino a fare lo sciopero della fame ad oltranza!

Il comitato ha inoltrato anche una richiesta d’incontro formale al ministro della Cultura francese Aurelie Filippetti, con un cognome alquanto familiare… ma il recupero della Gioconda, un’opera, che di diritto spetterebbe al nostro Paese, considerando i natali di Leonardo da Vinci, potrebbe non essere così semplice.

Il presidente Vinceti, al riguardo, è piuttosto ottimista, ed è fermamente convinto che il ministro Filippetti, anche grazie alle sue origini italiane, risponderà in modo positivo alla sua richiesta, forte della petizione firmata da 150 mila cittadini italiani. E se così non fosse, Vinceti ha già pronto il piano B: lo sciopero della fame ad oltranza. Temo però, che il Louvre non cederà a simili pressioni e che tirerà in ballo, per l’ennesima volta, la presunta fragilità del quadro, che renderebbe il suo trasporto inimmaginabile.

Secondo il direttore del dipartimento delle Pitture al Louvre, Vincent Pomarede, La Gioconda di Leonardo da Vinci è tanto fraglie da rischiare danni irreversibili. Il dipinto, infatti, è conservato a livelli di temperatura e di umidità costanti grazie ad un sistema di climatizzazione, e con il trasporto non è possibile garantire il controllo della temperatura, senza contare le vibrazioni, che sarebbero molto nocive. Chi la spunterà?

 

 

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