Italia Spagna Euro 2012: sono altri gli eroi dell’Italia



Le imprese della nazionale italiana agli europei hanno fatto molto parlare. Per chi ha una certa fede calcistica o in generale per quelli che lo sport lo amano, lo spettacolo è stato meraviglioso, l’Italia ha giocato al meglio delle sue possibilità e ha regalato al nostro paese speranza.

Quello che però dovrebbe essere chiaro agli italiani è la distinzione tra Stato e sport. Se gli Azzurri vincendo hanno fatto del loro meglio non significa che i politici che ci rappresentano lo stiano facendo.

La disoccupazione giovanile aumenta il Paese è sempre più tassato ed il numero dei poveri è in continua crescita, in tutto questo il calcio come sport, o la nostra nazionale non possono fare nulla se non consegnarci il lusso di sognare e di dimenticare per qualche ora i mutui, le ipoteche, il precariato e le preoccupazioni per i propri figli.

La nazionale potrà vincere ma noi restiamo sempre lo stesso identico paese con i nostri problemi, con i nostri governanti e con le nostre sconfitte personali.

La mattina quando ci alziamo non ci sarà nessuno ad andare al lavoro per noi o a portare i nostri figli malati dal medico, saremo noi, costretti a chiedere un permesso al posto di lavoro con la paura di perdere quel posto. Ma ricordiamoci, la nazionale ci ha fatto sognare. Per un attimo abbiamo pensato di essere migliori e più forti della Germania, per un attimo l’intero paese ha pensato di sconfiggere il cancelliere Merkel.

In realtà non è stato sconfitto nessuno, solo undici giocatori avversari che hanno gareggiato con onestà per arrivare fino alla fine.

Sognare è bello, ed il calcio ha sempre regalato momenti di patriottismo che però dovrebbero essere riversati anche in altri settori della società. I veri patrioti, quelli di cui mai nessuno parla, sono coloro che tutte le mattine si alzano e vanno al lavoro senza un contratto, senza essere messi in sicurezza senza avere la certezza di un domani solo per sbarcare il lunario, per poter mantenere la famiglia.

Per queste persone non esistono medaglie, non ci sono premi dal Presidente Della Repubblica a meno che non perdano la vita sul lavoro, in quel caso, l’ Italia per qualche ora ricorderà il nome del morto, di quel padre di famiglia, di quel bambino che dovrà diventare grande troppo in fretta.

Il calcio fa sognare ed è giusto che ci sia, è bello che allieti le menti delle persone perché c’è bisogno ora più che mai di credere in qualcosa, o di pensare che forse da qualche parte, gli ingranaggi di qualche macchina immaginaria siano oliati nel mondo giusto, apparentemente il calcio fa questo. In apparenza, gli Azzurri ci sono riusciti. Hanno mosso quasi sino alla fine l’ingranaggio della speranza. La speranza Italiana.