Le intercettazioni possono diventare materiale per il gossip?


Da anni si è ormai diffusa la pratica di pubblicare i testi delle intercettazioni telefoniche fatte durante un’indagine. Lo scalpore mediatico è stato tale che la gente comune ha cominciato a chiedersi se per caso non fossimo tutti intercettati, mentre i gestori di telefonia VoIP o tradizionale e i produttori di apparecchi telefonici hanno impostato parte delle loro strategie di marketing insistendo proprio sul tema della sicurezza.
Il fenomeno delle intercettazioni, invece, non è così diffuso come sembra: è solo uno strumento in mano ai magistrati per fare delle indagini in alcuni casi particolari. Il punto è che di intercettazioni si è parlato fino alla nausea, facendo sembrare il fenomeno enorme. Il punto è che le intercettazioni sono state anche pubblicate, dando il via ad uno show agghiacciante, fatto di dettagli superflui e racconti poco edificanti e in generale “vietati ai minori”. Informare su un presunto reato è una cosa; spiare dal buco della serratura per descrivere il reato ne è un’altra, anche se a questo punto si potrebbe osservare che sono anni che il giornalismo legato alla cronaca nera indugia senza sosta sui dettagli raccapriccianti o patetici riguardanti fatti di natura criminale.

Intercettazioni: legali o no?

Pubblicare le intercettazioni non è illegale, mentre lo è passare queste intercettazioni ai giornalisti, visto che non si tratta di materiale pubblico finché il processo non si è concluso.
Il problema, quindi è a monte e la responsabilità legale non ricade sui giornalisti. Ci si chiede però se i giornalisti abbiano o no responsabilità deontologiche e professionali. Spesso, infatti, le intercettazioni telefoniche si trasformano in uno strumento di lotta politica, in particolare di una politica dello scandalo che non fa bene a nessuno. Peraltro, i testi contenenti queste intercettazioni contengono quasi sempre notizie pruriginose, che sembrano essere scritte solo per suscitare scalpore o per “scandalizzare” il pubblico, entrando nei dettagli della vita e delle scelte private delle persone accusate di reato. Non dimentichiamo, inoltre, che le intercettazioni pubblicate sono spesso avulse dal contesto, sono frammenti di conversazioni che non possono essere compresi realmente se non si tiene conto anche di altri elementi: tono, senso complessivo del discorso, risposta dell’interlocutore. Insomma, così come vengono pubblicati dalla stampa, i dialoghi registrati sono facilmente manipolabili.

Una riflessione sulle intercettazioni telefoniche

Rendere conto di ciò che accade nelle stanze del potere è giusto, ma inseguire ad ogni costo lo scoop o, peggio ancora, screditare attraverso lo scandalo mediatico le persone sotto inchiesta non fa bene né all’informazione né allo svolgimento sereno e regolare dei processi. Le intercettazioni non sono materiale per il gossip: non è giusto imbavagliarle, ma i giornalisti dovrebbero avere il buon senso di capire quando e come pubblicarle.

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