Influenza A: i numeri di una pandemia



Ricordate la pandemia di influenza A (la altresì detta H1N1)? Ebbene, a suo tempo i dati divulgati, relativi ai decessi a causa di tale malattia, pare non sia stati del tutto precisi. A divulgare le giuste cifre, ci ha pensato ultimamente il Cdc di Atlanta, che si è preso la briga di svolgere un nuovo e più preciso calcolo riferito a tali decessi. Calcolo che si rende necessario, in quanto è conveniente sapere con precisione l’entità e la pericolosità di una malattia. In base a tali nuovi calcoli del Cdc di Atlanta, risulterebbe che il numero di decessi causati dall’inflenza A, sarebbero addirittura ben 15 volte di più delle prime stime ufficiali divulgate fino ad ora. Si parla di morti tra i 151.700 e 575.400, a causa della H1N1, quindi decisamente più di quelli fin’ora dichiarati. A commentare questi dati, c’è Giovanni Rezza, epidemiologo dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), che dice: “Questi numeri non sono ancora da considerare preoccupanti, ma sfatano il mito secondo cui la cosiddetta influenza suina era meno pericolosa di quella stagionale. La verità è che anche l’influenza da H1N1 era pericolosa, e l’unico fattore che ha tenuto basso il numero dei casi è che non ha colpito gli anziani, che probabilmente erano protetti dal fatto che un virus simile era già circolato nei decenni passati”.  E poi continua, facendo riferimento diretto all’importanza del vaccino: “Anche questo studio ha dimostrato che tra i giovani e alcune categorie a rischio come le donne in gravidanza o gli obesi la pandemia era pericolosa almeno quanto quelle stagionali. Questo già si sapeva all’epoca, e per questo gli esperti incitavano a vaccinarsi, ma l’invito non è stato accolto”.