Imposta sulla casa Il Ritorno: sembra un film ma non lo è…



L’Ici sta per tornare. Sì sta per tornare, dopo che la sua abolizione è stata una delle più importanti bandiere elettorali del centro destra alle elezioni di ormai 3 anni fa. Infatti c’è la possibilità che, vista la situazione tutt’altro che tranquilla dei mercati internazionali e l’attacco speculativo alla nostra economia, i 48 miliardi di euro in 3 anni, previsti dalla manovra finanziaria recentemente approvata, non sia sufficiente e l’Ici è tra le tasse che potrebbero tornare, visto che ricade sotto quelle che sono le “clausole di salvaguardia” se le cose si dovessero metter male (e si stanno mettendo male, per chi non se ne fosse accorto). Ne parla con un bell’articolo Roberto Petrini su Repubblica.it e ci permettiamo di riportarvene uno stralcio:
“La cruciale agevolazione, che insieme alla cedolare secca sugli affitti è stata il perno della politica fiscale sulla casa a favore dei proprietari più abbienti, è stata infatti inserita dai tecnici della commissione ministeriale guidata da Vieri Ceriani tra i bonus “tagliabili”. […] Il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2014 prevede la nota manovra da 48 miliardi: di questi 20 sono affidati a “provvedimenti legislativi fiscali e assistenziali” che riguarderanno assegni e pensioni erogate dall’Inps e le sovrapposizioni con il fisco. Se questi provvedimenti non saranno varati entro il 30 settembre del 2013 scatterà la tagliola che prevede tagli “lineari” alle centinaia di agevolazioni contenute nell’”allegato C” alla manovra. L’effetto sarà il ritorno dell’Irpef sulla prima casa, la riduzione dei bonus “gemelli” ristrutturazione ed ecologici, gli sconti fiscali per i mutui e l’aumento al 25 per cento della cedolare secca sugli affitti (oggi al 21%).”
E’ pur vero che non si sa più cosa sperare; la situazione italiana è già ora drammatica e sarà drammatica anche senza default; aver fatto finta di niente per così tanto tempo non aiuta certo a consolidare la fiducia dei mercati sul nostro esecutivo.