Immortals Film, la denuncia dell’indifferenza divina ai mali umani?

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Lo si evinceva, da quelle parole amare di Iperione, un Re accecato dalla vendetta contro gli Dei inguisti. Lo si comprendeva dallo scetticismo di Teseo nel credere che l’arco di Epiro potesse davvero esistere. Tarsem Singh ha traslitterato una riflessione moderna sul credo nell’antica Grecia, epoca di superstizioni ed oracoli. Un modo per attirare su di sé meno critiche, a detta del regista. Il punto di partenza della riflessione è legittimo e, spesso, tutti noi ce lo chiediamo: perché, se Dio esiste, il mondo è pieno di dolore ed è teatro di morte, di violenza e di guerre? Lo spiega bene Zeus, nel film. Gli Dei non possono interferire col libero arbitrio, donato agli uomini! Il Dio, nel film, punirà il suo stesso sangue per aver disobbedito al monito paterno. Lo so, è difficile da comprendere che un Dio, che può salvarci, non lo fa per lasciare che ci roviniamo con le nostre stesse mani, visto che abbiamo deliberatamente scelto il male, eppure è così. Se Teseo si salva è perché abbraccia la fede e scopre che le sue azioni giuste possono fare la differenza in un mondo dominato dalla barbarie. La riflessone sull’esistenza di Dio è stata la fonte d’ispirazione per molti film. E’ un dilemma che non si esaurirà mai e che l’umanità si porterà dietro per sempre! Perché Dio salva alcuni uomini e ne lascia morire molti altri? Perché Dio lascia che muoiano di fame milioni di bambini? Sempre per il libero arbitrio? Forse l’umanità non può porsi queste domande e pretendere di darsi le risposte. Forse le domande sono già la chiave per guardarsi dentro e scoprire che il punto di partenza dobbiamo essere noi i quali, promuovendo la giustizia, proprio come fa Teseo, nel film, possiamo invertire la rotta di un mondo malato e disperato!