Il Punto G? Forse non esiste….

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La fine di una leggenda; il punto G non esiste ed è sbagliato continuare a cercarlo se non si trova.

Non dovete quindi sentirvi frustrate, semplicemente non c’è. A sentenziare tutto questo è stato un team di scienziati statunitensi che ha analizzato qualcosa come 100 studi pubblicati negli ultimi 60 ed ha poi provato a fare chiarezza su uno dei più consistenti luoghi comuni del sesso femminile, vale a dire:

la presenza di una specie di interruttore del piacere nell’organo sessuale femminile, una sorta di area nascosta a forma di fagiolo, dalla cui stimolazione dipenderebbe la felicità completa di una donna sotto le lenzuola.

Del punto G se ne parla dal 1950, quando fu descritto per la prima volta dal ginecologo tedesco Ernst Grafenberg. Quasi quattro anni fa, Emmanuele Jannini, sessuologo italiano, disse di averlo finalmente trovato, con tanto di foto. Due anni dopo però una vastissima ricerca in materia condotta in Gran Bretagna ha invece decretato l’assenza di ogni possibile evidenza scientifica che potesse far pensare all’esistenza di questo elemento.

E poi ci si sono messi gli americani che hanno deciso di fare un nuovo screening su tutti i lavori del settore; la conclusione, riportata in traduzione su Leggo.it non lascia particolari dubbi sugli esiti della ricerca: “Misure investigative obiettive non sono riuscite a produrre un’evidenza forte e consistente dell’esistenza di una regione anatomica correlabile al famoso punto G”. Il piccolo pulsante magico quindi non esiste e la sua esistenza ha come unico fondamento l’aneddotica lasciataci da un ristretto gruppo di donne particolarmente sensibili.

E’ questo sufficiente a mettere la parola fine sul tema? Pare di no, dal momento che altre ricerche recenti, condotte in Francia e in Russia, pur non pervenendo a conclusioni certe, altro non fanno che avvalorare l’ipotesi dell’interruttore in questione. Ce ne verrà prima di capirci di più.