Un caso ancora aperto… Un tragico mistero che dura da ben 21 anni… Il Delitto Di Via Poma non è solo un film per la tv, bensì un adattamento su pellicola di una storia vera, reale, tangibile ancora adesso attraverso azioni, parole, condanne, sospetti, lacrime e dolore. Andato in onda ieri sera su Canale 5 per la regia di Roberto Faenza e interpretato da Silvio Orlando e Giulia Bevilacqua, lo sceneggiato in questione ha come titolo il nominativo con cui è stato più volte descritto lo straziante omicidio avvenuto il 7 agosto del 1990 in un palazzo in via Carlo Poma n. 2, situato nel quartiere di Prati a Roma. Il caso, se vi ricordate, segnò molto profondamente tutti noi, perchè Simonetta Cesaroni, una bella e solare ragazza di soli 21 anni, venne ammazzata con 29 coltellate. Avvenuta senza alcun perchè o percome, questa orrenda barbarie è stata in seguito attribuita all’ex-fidanzato di lei, Raniero Busco, che avrebbe agito in modo folle (ma anche premeditato), probabilmente spinto dalla rabbia, dall’odio o dalla sola passione ossessiva. Una volta ritenuto colpevole è stato poi condannato in primo grado a 24 anni di carcere che sta scontando in attesa del verdetto da parte della Corte d’Appello.
Il film in questione arriva dopo 21 anni e non si sa per quale grazia sia riuscito a concretizzarsi visto e considerato che il caso di Via Poma pare essere ancora aperto. La pellicola, infatti, come ha più volte spiegato il regista, è stata ostacolatada diversi fronti nel corso della lavorazione e poi della presentazione. E questo, sempre stando alle parole di Faenza, ci indica quanto la terribile vicenda sia ancora attuale ed estremamente delicata, come dimostrano pure le diffide legali che sono piovute su Il Delitto Di Via Poma, per impedire la sua messa in onda, con tanto di intervento da parte di un alto magistrato che ha categoricamente vietato di girare le scene nel condominio che ha visto accadere l’omicidio, partendo dal fatto che il figlio di costui abitava proprio nel palazzo in questione e, ai tempi, era finito sulla lista dei possibili sospettati…
La casa di produzione di Pietro Valsacchi con questo progetto ha voluto sottolineare un giallo che non è mai stato realmente risolto (nonostante qualcuno in carcere ci sia finito). Una volta rinvenuto il cadavere della giovane Cesaroni, si è aperta una voragine che, indagini a parte, ha coinvolto tutta la Capitale (e il resto dell’Italia appresso) fra dubbi, ipotesi, intrecci, sospetti e accuse… e per quanto poi vi sia stata una precisa pista da seguire che ha condotto all’ex-fidanzato di lei resta comunque una sorta di amaro in bocca, di fastidio nei confronti del mondo, di ansia e di dolore nel cuore che purtroppo non se ne andranno mai, specie da parte di coloro che erano vivici a Simonetta, che la amavano, coloro che hanno perso una figlia, una sorella, un’amica… La speranza da parte del regista, del produttore e degli attori era ed è, infatti, quella di rendere omaggio alla morte di Simonetta tramite la sua storia portata sul piccolo schermo nel modo più vero, reale e dignitoso possibile, in modo che nulla si dimentichi, che nulla passi inosservato solo perchè sono già trascorsi così tanti anni…
Il Delitto Di Via Poma si conclude con un finale aperto, seguendo la vicenda passo per passo fino ad arrivare al primo processo contro Brusco, aprendosi con il suicidio di Pietrino Vanacore, il portiere del condominio di Via Poma, il quale dopo vent’anni di sospetti, accuse, sguardi taglienti e dita puntate non ce l’ha fatta più ad essere prima sospettato e poi indagato per l’ipotesi di non essere lui il vero assassino, ma di averlo coperto al momento del misfatto…. Ma qual è dunque la verità? Perchè dopo 21 anni c’è chi dice che colui che sta scontando la pena potrebbe non essere la persona colpevole o comunque non la sola? Com’è possibile che il caso non sia ancora “sciolto”, come si dice, dandoci così l’ennesima dimostrazione di una “giustizia” che col cavolo è uguale per tutti? Come sostiene Faenza, la storia in questione è tutta all’italiana, facendo emergere che siamo un paese di bugiardi e che a farne le spese è stata solo quella povera ragazza.
Chi ha ragione e chi ha torto? E al di là di questo, come fare per consolare il cuore della famiglia di Simonetta, che ancora sanguina? Domande che tutti ci siamo fatti, chi prima e chi dopo e per le quali Paola Cesaroni ha combattuto a spada tratta e sta ancora combattendo… E’ infatti lei la protagonista del film, sorella della vittima e interpretata dalla Bevilacqua che è riuscita a incontrare la vera Paola, potendone ammirarne la forza, il coraggio e la tenacia con cui ha affrontato tutto questo in tutti questi anni, lottando alla disperata ricerca della verità.
Un lutto, quello per Simonetta, che non è ancora finito, ma al quale non bisogna voltare le spalle solo perchè legato agli anni passati. E’ una triste e inconcepibile storia di vita, una vita stroncata nel pieno della sua giovinezza, nel diritto di essere vissuta. E’ giusto dunque che se ne parli, che se ne ricordi, che non venga messo tutto a tacere, come sempre, al solo scopo di far passare il tempo e calmare le acque. La verità è dunque come un cumulo di polvere? Nascosta sotto mobili e tappeti torna e ricompare quando meno te lo aspetti, perchè in realtà non è mai stata davvero debellata? Ogni cosa è possibile… Dalla violenza più cruda, alla viltà più estrema…!









































