I Suicidi Giovanili: un tema troppo spesso lasciato nell’ombra!



Oggi non tratterò un tema allegro e leggero, ma un tema pesante come un macigno ma invisibile per i Mass Media. Parlerò di suicidi giovanili, argomento che molti credono tabù per la sporadicità dei casi segnalati. Purtroppo, però, i casi sono in aumento. I motivi di questi gesti tragici sono i più vari: da insoddisfazioni personali a ragioni ben più serie.

Mi ha colpito, in questo senso, la storia di un ragazzo di appena 13 anni, appartenente all’interland napoletano che, tre anni fa, si tolse la vita pur di non diventare come il padre camorrista. Un esempio malsano e sbagliato in famiglia può far credere all’adolescente di non aver alcuna speranza di divenire una persona migliore e di essere relegato nella genealogia criminale del suo “clan”. Una coscienza dura, già formata e per questo sconcertante, per un bambino che, a 13 anni, dovrebbe aver il diritto di godersi il lato incosciente e ludico della vita. Le anime più sensibili, però, vivono il dolore sino all’estremo e si isolano all’interno di una camera in cui si respira il vuoto. Non bisogna lasciare che il vuoto prenda il sopravvento e se la propria famiglia non ci offre l’aiuto necessario, dobbiamo rivolgersi a parenti, amici, alle famiglie di questi ultimi o alle associazioni di aiuto ed ascolto scolastiche. Nessuno è solo. C’è tanta brava gente nel mondo, persone pronte a porgere una mano, ad ascoltare, a condividere un dolore.

Talvolta c’è più amore al di fuori che all’interno del covo domestico ed è in quello sterminato fuori che gli adolescenti con famiglie difficili devono cercare aiuto, mostrando il coraggio di affrontare sé stessi e non di scappare dalla vita…

Molti adolescenti non elaborano nel modo corretto una rottura sentimentale. A quell’età, sentimenti ed emozioni sono amplificati e così come ci si può sentire in armonia col mondo, assieme ad una persona, si può sprofondare nel buio più  nero, senza quest’ultima. Sono molti i casi recenti di giovani che hanno messo fine alle loro giovani vite per una dolorosa rottura amorosa. La fine di un amore fa male, sempre. Non esiste un’età nella quale dividersi, per sempre, dalla persona amata non faccia male. Si crede che sia arrivato il buio della depressione, la fine della vita. E’ vero. Tutti lo pensano. Tutti piangono, si disperano, soffocano le lacrime col cuscino. Passeranno molte notti e molti giorni prima che il cuore non faccia più male, ma tutto questo vi renderà persone migliori, più forti, più consapevoli del bello e del brutto della vita e della vostra forza interiore.

La vita non va mai buttata, mai. La vita è un dono che può non essere perfetto, che può lasciarci a bocca aperta o che, talvolta, preferiamo riporre in un cassetto. Ma nessuno deve cestinarlo per sua volontà! Nessuno deve sprecare la possibilità di essere una persona migliore, più forte, più vera, domani!