La Più Grande Storia D’Amore Mai Raccontata


“Lettera di una sconosciuta” è un racconto lungo dello scrittore e drammaturgo austriaco Stefan Zweig, un racconto veramente estremo, rivoluzionario oggi come nel 1922, quando è stato pubblicato: un amore estremo, impossibile, irraggiungibile, tra un uomo e una donna.  Zweig era amico, ammiratore e biografo di Freud, e qui racconta di una donna che per anni e anni, fino alla fine, dedica il suo amore a un unico uomo senza che lui lo sappia mai. Ossessione, delirio, isteria, riprendendo Freud,  ma anche qualcosa di molto vicino a noi, molto comune e conosciuto:  di-struggimento per amore impossibile.

Nella trascrizione drammaturgica e registica, chi narra è un attore che sostanzialmente “non crede” alla storia, la giudica eccessiva. Oggi è difficile immaginare l’amore eterno, figuriamoci l’amore eterno non corrisposto, anzi tenuto nascosto. Ma l’attore finisce col “fare” anche la mittente della lettera, l’infelice protagonista, perché cade dentro la storia mentre la racconta, travolto dall’emozione.  E naturalmente nello stesso attore vediamo il destinatario della lettera, il divo amato fino alla morte. Da questo intreccio, il movimento dello spettacolo, da questa dialettica (noi – lei – lui)  la possibilità che il racconto di Zweig ci coinvolga ci commuova ci spaventi,  perché se d’amore non sempre si muore, ci si può comunque ammalare gravemente.

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