Governo Tecnico Monti: Paola Severino



Per la prima volta nella storia della Repubblica c’è una donna come ministro della Giustizia. Si chiama Paola Severino, ha 63 anni ed è nata a Napoli; arriva al ministero di via Arenula con un curriculum difficilmente attaccabile, sotto tutti gli aspetti: prorettore vicario dell’Università Luiss Guido Carli, professore ordinario di diritto penale presso la stessa Università della Confindustria e, soprattutto, avvocato di clienti molto illustri.

In passato ha difeso Romano Prodi, il legale della Fininvest Giovanni Acampora (processo Imi – Sir), Francesco Gaetano Caltagirone nel progesso Enimont, Cesare Geronzi nel crack Cirio, l’ex segretario generale della Presidenza della Repubblica Gaetano Gifuni. Ha lavorato anche nello studio di Giovanni Maria Flick prima che questi fosse nominato ministro nel primo governo Prodi ed ha rappresentato l’Unione delle Comunità Ebraiche nel processo al criminale nazista Erich Priebke. Senza contare che è stata assistenza legale anche ad Eni e Telecom.

Una carriera che parla da sola per Paola Severino, che si è Laureata in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma nel 1971. La prima parte della sua carriera fu alle dipendenze del CNR, dove vinse tre borse di studio consecutivamente. Dalla metà degli anni ’70 fino al 1987 è stata assistente ordinaria alla seconda cattedra di diritto Penale Sempre alla Sapienza. Nella sua vita un altro primato, quello di prima donna in assoluto a diventare vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Militare. Con lei, al governo, altre due donne, per un totale di tre. Un numero non eccezionale, ma sono state destinate a ministeri autenticamente “chiave” per tutta la compagine; il wlekfare per Elisa Fornero e gli interni per Anna Maria Cancellieri.