Gli omogeneizzati: alleati o nemici delle mamme?

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Pratici alleati delle mamme o nemici dell’educazione nutrizionale dei bambini?

Gli omogeneizzati, oltre a molti altri cibi industriali pensati per l’infanzia, sono stati al centro di un dibattito tra Ibfan Italia (organizzazione che combatte contro le pratiche scorrette di commercializzazione di alimenti sostitutivi del latte materno) ed Ecog (European Childhood Obesity Group).

Il dibattito è nato dalla presentazione, lo scorso 24 febbraio, delle piramidi alimentari per la prima infanzia sviluppate da esperti dell’Università La Sapienza di Roma e diffuse con il patrocinio di varie associazioni e organizzazioni di settore come l’Ecog.

Ibfan Italia, assieme ad altre associazioni, ha puntato il dito contro numerosi aspetti delle piramidi: uno dei temi più caldi è stato proprio l’uso di omogeneizzati e altri prodotti industriali nello svezzamento.

Secondo Ibfan gli omogeneizzati servirebbero più all’industria alimentare che alle mamme. Dove è possibile, è da preferire il prodotto fresco senza ulteriori aggiunte per abituare i bambini ai sapori veri degli alimenti.

D’altra parte, secondo Ecog, non sempre le mamme hanno il tempo o la possibilità di preparare ogni giorno il pasto lavorando il cibo dal fresco, dunque i preparati risolvono l’aspetto della praticità.

Entrambe le constatazioni hanno dei punti di forza: è ovvio che quando è possibile è meglio far consumare alimenti freschi ai bimbi. Tuttavia non sempre si ha il tempo di farlo, oppure si è in circostanze particolari, come ad esempio durante un viaggio.

Il buon senso dovrebbe suggerire alle mamme il comportamento corretto da tenere, considerando poi che gli omogeneizzati vengono usati solo per il breve periodo dello svezzamento, cioè qualche mese.