E’ morto ieri il cantante italiano, Gino Latilla, nome d’arte di Gennaro Latilla, nato a Bari il 7 novembre 1924 e morto invece a Firenze. Studiò canto fin da piccolino, suo padre era infatti il cantante Mario Latilla ed esordì mentre era in corso la seconda guerra mondiale al Teatro Manzoni di Bologna con Mailù. Nell’immediato dopoguerra la parte più “scintillante” della sua carriera, con tournèe in Europa ed oltre Oceano; venne poi assunto in RAI con la qualità di “cantante della radio”, grazie all’interessamento del maestro Cinico Angelini che lo volle a tutti i costi dopo averlo sentito cantare nel 1951. Lo stesso Angelini, poco tempo prima, lo aveva ritenuto non idoneo al ruolo per cui poi lo chiamò.
Tra gli altri suoi successi ricordiamo Amico Tango (1953), la canzone scritta da Fred Buscaglione Tchumbala Bey e Serenatella Sciuè Sciuè. Il suo ultimo successo 50 anni fa, al Festival della Canzone Napoletana con Tu Sì Comm’a ‘Na Palummella. A partire dagli anni ’60 abbandonò temporeaneamente la carriera di cantante per lavorare con dirigente RAI, prima a Roma e poi a Firenze. Per la tv seguì anche le partita della Fiorentina, della Pistoiese e di altre squadre toscane. Tornò sul palcoscenico negli anni ’80, assieme a Nilla Pizzi, Carla Boni e Giorgio Consolini, con il gruppo Quelli di Sanremo. Fu un affiliato minore della loggia massonica P2.


































