Fukushima: pesci radioattivi, non cessa la tragedia

Fukushima: pesci radioattivi, non cessa la tragedia

A più di un anno dal disastro nucleare di Fukushima, il Giappone sconta ancora i suoi terribili effetti collaterali. Nei pesci dell’Oceano Pacifico, infatti, a 20 km di distanza dalla centrale dove è avvenuta la tragedia, sono stati riscontrati livelli di radioattività da record: 25.800 becquerel/kg di cesio radioattivo.

Da poco il pesce dell’area di Fukushima era ritornato sui banchi dei supermercati delle principali città del nipponiche, poiché il Governo aveva assicurato che non presentava livelli di radioattività preoccupanti, secondo le indagini di Greenpeace Giappone, invece, i livelli di contaminazioni sono particolarmente elevati. I valori, infatti, superano di 259 volte il limite di sicurezza per il consumo stabilito dallo stesso governo giapponese, battendo persino il precedente record di 18.700 bacquerel al Kg riscontrato nei salmoni pescati subito dopo il disastro di Fukushima.

Nello stesso periodo, inoltre, negli USA era rimbalzata la notizia dei tonni radioattivi arrivati proprio dalle coste giapponesi. Anche secondo la Tepco, la società di energia che gestisce la centrale nucleare di Fukushima, si tratta di valori pericolosi per la salute dell’organismo. Per tale motivo, un portavoce di Greenpeace Giappone, Wakao Hanaoka, ha esortato il governo a compiere le dovute verifiche per tutelare la salute pubblica.

Sui pescatori di Fukushima, che avevano appena iniziato a vedere una ripresa dell’attività, si abbatte una nuova crisi, e nonostante gli effetti devastanti dell’incidente che ha messo in ginocchio il Giappone, la marcia dell’atomo non arretra, anzi, accelera il passo, soprattutto in Cina, che affamata di energia, punta sempre più sul nucleare. La storia non insegna nulla?!

 

 

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