Febbraio 2012, ok divorzio breve in Italia



La Commissione Giustizia alla Camera ha dato il via libera per l’approvazione della proposta di legge sul divorzio breve. Adesso, il periodo di separazione che va dalla presentazione della richiesta di divorzio allo status civile di riconoscimento dei “divorziati”, dura un anno, che diventa due anni se di mezzo ci sono figli minorenni.
Era dagli anni ’70 che non c’era un aggiornamento delle normative sul divorzio (leggi 436/1978 e 74/1987), con l’ultimo intervento si diede al giudice la possibilità di dare una sentenza parziale sul divorzio, possibilità, questa, che di per sé ridusse notevolmente i tempi di scioglimento di un matrimonio.
Con il novo ddl del Governo monti, si autorizzerà il giudice a sancire il divorzio in tribunale. Questa formula del “divorzio breve” non avrà solo il merito di far risparmiare tempo e denaro alle corti italiane, ma permetterà di regolarizzare gli affidamenti dei minori e le responsabilità in spese economiche delle rispettive parti, in tempi più breve.
Ci sono diverse polemiche in merito, specie da parte di alcuni esponenti di centro-destra, per i quali lo Stato non dovrebbe andare incontro a quanto scritto sulla Costituzione, ovvero che la repubblica italiana dà grandissima importanza alla famiglia fondata sul matrimonio. Le polemiche, ad ogni modo, erano inevitabile. Ogni anno in Italia divorziano circa 70.000 – 80.000 coniugi, dal 2009 le quote di separazione sono aumentate per le coppie con mogli over 60 e le coppie che si sono sposate con il marito che aveva già superato i 40 anni di età.