Eutanasia: donna si autoaccusa in America



Un’arzilla ed intraprendente donna americana, all’età di 93 anni, era riuscita a reinventarsi professionalmente, in modo molto remunerativo. Si era specializzata nella vendita di kit per suicidi. Successivamente però, quasi a voler obbligare l’autorità a prenderla in considerazione, si è auto accusata di evasione fiscale, davanti alle autorità. Ed in effetti non pagava un dollaro di tasse sui profitti di quel che vendeva. A scanso di equivoci, ricordiamo che negli Stati Uniti, il reato di evasione fiscale da luogo a pene detentive in genere non inferiori ai 5 anni (più spesso vicino ai 10). Quindi è evidente la volontà di Charlotte Hydorne di attirare, a sue spese, tutta l’attenzione mediatica possibile su quel che faceva.

E’ una bisnonna, ha iniziato a vendere kit per il suicidio nel 2007 ed ha proseguito per tutto il 2010. Quanto gli bastava per autoaccusarsi di fronte alla legge; c’è di più però, nel corso di quei 3 anni, almeno 5 dei suoi clienti hanno usato il kit venduto da Charlotte per procurarsi la morte, tramite asfissia. Il kit costava poco, 60 dollari, era quindi assai abbordabile a livello economico, comprendeva le istruzioni per l’uso, quelle per un’eventuale spedizione marittima, un sacchetto di plastica capace di chiudersi ermeticamente intorno al collo, un sistema di tubi che collegano l’interno del sacchetto stesso ad una tanica di elio o altro gas inerte, necessario perchè il trapasso sia del tutto indolore. Questa attività si collega direttamente ad un movimento californiano che si nomina GLADD (Glorious Life & Dignified Death, in traduzione Vita Gloriosa e Morte Dignitosa). L’anziana donna ha detto che gli introiti non sono stati molto rilevanti, ma chiaramente non era questo il suo interesse.