Equinozio D’Autunno 2011: la notte si sposa col giorno per celebrare la forza!



Alle 11:04, del 23 settembre 2011, avrà luogo l’equinozio d’autunno. Notte e giorno che fanno pace tra loro e si equivalgono, spartendosi equamente la giornata. Un simbolo di equilibrio che ben si sposa con l’entrata nel periodo astrale dominato dalla Bilancia, regina della mediazione. Addio, dunque, alla spavalderia del sole che, coi suoi raggi energici, fa risplendere campi e germogli. Addio a quel senso di beatitudine estrema che le lunghe giornate, scandite dal canto degli uccelli e dalle dolci brezze, arrecavano all’animo. L’equinozio d’autunno coincide con la morte della Dea della natura che lascia così riposare le terre, perchè queste possano rinvigorire, nel lungo inverno e tornare a risplendere al sole, al prossimo equinozio primaverile, con ancor più fulgore. Ma questa è una morte, quindi, che sa di rinascita; il lecito ciclo naturale che si compie. E lo sapevano bene i greci che, festeggiando proprio in questo particolare momento dell’anno i misteri eleusini, tentavano di dare una spiegazione mitologica e spirituale al cambio stagionale. Fu l’ira della Dea Demetra, regolatrice del ciclo vitale terrestre, per il rapimento della figlia Persefone, tratta nell’Ade e data in sposa al suo sovrano, a far sì che la terra sprofondasse nel buio invernale ed in uno stallo infecondo. Un ciclo che, per tali mitologiche ragioni, aveva motivo di ripetersi ogni anno.

Ma sapete che le foglie che, lentamente, private della linfa, vibrano nell’aria, per poi arrestarsi sul suolo e perire, non devono mettervi tristezza o nostalgia? No, perché, mentre il sole si attenua e la natura cessa di offrire tutta la sua pomposità, i tempi sono maturi per volgere l’interesse all’interno di noi stessi. Se restare ad osservare il paesaggio desolante della pioggia che cade su mucchietti di foglie ingiallite è logorante, si può trovare la forza in noi stessi per affrontare i problemi e le sfide che la vita ci pone davanti. Un autunno di raccoglimento, di introspezione, di sfida e di voglia di vedere ciò che resta invisibile quando lo spettacolo della natura è troppo perfetto per non essere ammirato. Un modo per entrare a tu per tu con quell’io invisibile e profondo che, per quattro mesi, abbiamo lasciato a bighellonare sulle strade assolate della gioia…

Poi, quest’equità dì-notte cesserà e la notte s’impadronirà del giorno, sempre più buio e ovattato. Le luci della strada si faranno cupe; i vetri si appanneranno, lasciando intravedere i fiocchi di neve che cadranno lenti sino a coprire con una candida coltre le strade un tempo arse dal sole. Un tempo per maturare, per cambiare, per guardare dentro di noi e cercare di risolvere quei conflitti che, nel periodo estivo, avevamo accantonato, dedicandoci all’effimero. E l’autunno, con i suoi colori, ci ricorderà che il mondo ha tante altre sfumature oltre al celeste del cielo e al verde di una rigogliosa natura…