Donne Età Pensionabile: tutti i conti della finanziaria 2011



L’aumento dell’età pensionabile femminile è stato uno dei punti maggiormente discussi nella “composizione” della manovra finanziaria d’emergenza che dovrebbe portare il nostro stato al pareggio di bilancio entro l’anno 2013 (salvo sorprese). E’ un argomento che torna ciclicamente ogni volta che si tratta di metter mano ai conti pubblici o di tappare qualche falla. E ciclicamente tornano le solite considerazioni su come negli altri paesi le donne già vadano in pensione più tardi, su come si tratterebbe di un’ulteriore emancipazione delle donne, sul fatto che le donne, vivendo più degli uomini, in media, dovrebbero capire e sottostare  a questa possibilità. Giusto, potenzialmente. Ci si scorda però di dire, ci si scorda SEMPRE di dire che i paesi presi a modello per la più alta età pensionabile, sono anche paesi in cui le condizioni di lavoro femminile sono assai più paritarie rispetto a quelle offerte dall’Italia.
Per non parlare di garanzie su maternità, malattia e retribuzione effettiva (sempre in tema di parità). Inoltre, non irrilevante, ci si scorda sempre di dire che l’Italia a differenza di quegli altri paesi, oltre a servizi sociali più scarsi è anche un paese in cui la sperequazione sociale è la più alta d’Europa. E questa sperequazione trae le sue origini da una sola causa; l’evasione fiscale, che sottrae allo stato, ogni anno, una quantità di denaro enormemente più alta di ogni possibile risparmio dovuto ad aumenti dell’età pensionabile.

Passiamo ai conti; cosa c’è allo studio nella manovra su questo specifico argomento? L’aumento graduale a 65 anni dell’età delle donne per il pensionamento di vecchiaia nel settore privato. L’aumento dell’età partirà dal 2016 e prevede l’allungamento di un mese nei requisiti anagrafici necessari per accedere alla pensione. Si salirà a 2 mesi nel 2017 (3 rispetto al 2016); di 3 mesi nel 2018 (6 mesi rispetto al 2016); di 4 nel 2019 (di 10 mesi rispetto al 2016); di 5 mesi nel nel 2020 (di 15 mesi se rapportato al 2016) e di 6 mesi (di 21 mesi se rapportata al 2016).
Il tutto proseguirà in maniera più o meno lineare fino al 2028; al termine del processo si arriverà ad un aumento dell’età di pensionamento per le donne di 60 mesi, 5 anni.  Se parliamo di risparmi il governo li ha stimati a 112 milioni di euro nel 2017; 320 nel 2018; 565 nel 2019; 1,180 miliardi nel 2020 e 1.185nel 2021.