Sono di questi giorni le foto delle ragazze iraniane che piangono per essere state squalificate. Le giocatrici fanno parte della nazionale di calcio femminile iraniana: è stato loro proibito di giocare la partita contro la Giordania perché volevano scendere in campo con il velo. I tentativi di mediazione non sono valsi a nulla; il commissario di campo della Fifa, originario del Bahrein, è stato irremovibile assegnando la vittoria a tavolino per 3- 0 alla Giordania. Così le ragazze iraniane hanno visto sfumare il sogno delle Olimpiadi di Londra del 2012. Quanto accaduto è solo l’epilogo del lungo braccio di ferro tra la Federcalcio Iraniana e la federazione calcistica internazionale riguardo all’abbigliamento delle giocatrici della Repubblica Islamica.
Il problema del velo si era già posto nel 2010 a Singapore, durante le Olimpiadi giovanili. Essendo vietata dalla Fifa l’ostentazione di qualsiasi simbolo politico e/o religioso anche il velo era fuori norma. Anche in quell’occasione non erano mancate le polemiche, con le giocatrici iraniane assolutamente non disposte a giocare senza velo. Dopo un mese di tira e molla si era arrivati ad un compromesso, cioè la possibilità per le giocatrici di raccogliere i capelli sotto un cappellino.Meglio di niente insomma.
Questa volta però , le regole sono state applicate in modo intransigente: il 3-0 a tavolino ha sancito la punizione prevista dal regolamento. Sicuramente le regole ci sono e vanno rispettate, non si capisce però il motivo per cui nell’atletica leggera è invece permesso gareggiare con il velo.
Purtroppo questa volta a vincere non è stato di certo lo spirito sportivo.


























