Dieta Dukan: il porridge modificato



Sembra proprio che il porridge renda sexy, purchè si sia capaci di mangiarlo. Questo particolare piatto è una delle specialità della cucina inglese (e capiamo che per questo motivo possa risultare poco allettante); si tratta di una “pappetta” basata su fiocchi d’avena messi a mollo nel latte tipedito. Gordon Ramsay lo mangia ogni giorno e in un famoso fast food ne hanno vendute quasi 50.000 scodelle in una sola settimana. In ogni caso però il porridge continua a risultare a dir poco indigesto per chi vive al di là della Manica.

Ma come certamente saprete per essere belli bisogna soffrire un pochettino e sapere che questo piatto è decisamente di aiuto nel miglioramento della forma e della salute fisica magari vi aiuterà a farvela sapere. In un articolo comparso sul free-press britannico Metro apprendiamo che “Il Porridge Aiuta a Ridurre il Peso e a Migliorare la Vita Sessuale”.

Alla base di tutto ci sarebbe il ruolo dell’avena, una fonte importante di proteine vegetali, acidi grassi insaturi, magnesio, ferro e vitamine essenziali. Tutti elementi che hanno la capacità di ridurre la glicemia e conseguentemente l’appetito. Proteine e grassi che sugli uomini avrebbero anche un effetto “corroborante” a livello sessuale. Queste proprietà dell’avena (e più in generale di un certo tipo di grassi) è già conosciuta da diverso tempo e una delle diete più famose del momento, la dieta Dukan, accetta questi assunti senza discussione.

Questi composti alimentari hanno la capacità di aiutare nella perdita di peso, dal momento che conferiscono un forte senso di sazietà che tiene lontani gli spuntini fuori pasto (e fuori posto) e fa sì che le energie assorbite vengano rilasciate lentamente, evitando gli attacchi di fame dovuti ai repentini cali di zucchero nel sangue. Pierre Dukan, per parte sua ha accolto questa ricetta per quanto modificandola leggermente rispetto la sua versione originale: sono infatti previsti solo e soltanto una ciotola, della crusca d’avena, del latte scremato, del dolcificante ed un breve passaggio al microonde. Il che, effettivamente, non incoraggia molto neanche i soggetti maggiormente capaci di imporsi sacrifici alimentari.