Certificato lavoro malattia: tutto viene tracciato sul web



Un passo avanti verso la modernità e la rivoluzione digitale che porta alla dematerializzazione dei documenti cartacei. Una piccola rivoluzione nel mondo del lavoro.  Da domani anche i lavoratori del settore privato non dovranno inviare  all’azienda il certificato di assenza giustificata  per malattia.

Cosa è cambiato? I lavoratori non saranno più costretti a spendere 7,5 euro di raccomandate da inviare al datore di lavoro e all’ Inps entro massimo due giorni dall’inizio dell’assenza per malattia.  Ora i medici di base sono obbligati all’invio telematico del certificato all’ Inps che fornirà una ricevuta consistente in un numero di protocollo che servirà sia al lavoratore sia all’impresa per verificare lo stato delle certificazioni tramite il sito dell’Inps.  Alcuni medici di base già adottavano questa modalità, ma da domani sarà resa obbligatoria per tutti i lavoratori. Brunetta  spiega in una nota che «il datore di lavoro non potrà più richiedere al proprio lavoratore l’invio della copia cartacea dell’attestazione di malattia ma dovrà prendere visione delle attestazioni di malattia dei propri dipendenti avvalendosi dei servizi resi disponibili dall’Inps».

Tuttavia, non sono mancate le critiche a questo sistema telematico di invio dei certificati di malattia poiché molte strutture non sono ancora attrezzate con strumenti telematici all’avanguardia.  Massimo Cozza, segretario nazionale Fp-Cgil Medici  afferma che «Persistono carenze strutturali del sistema». «In particolare al pronto soccorso, nella specialistica ambulatoriale e nei ricoveri ospedalieri», che non sono ancora attrezzati per la procedura telematica, al contrario degli altri medici che sono «dotati delle necessarie risorse e senza ripercussioni sui tempi di attesa per i cittadini». Di conseguenza, prosegue Cozza, «da domani i lavoratori privati potranno avere quasi sempre il certificato di malattia online, quando si recano dal medico di famiglia, meno se chiamano la guardia medica e quasi mai se si recano al pronto soccorso o vengono ricoverati».